"Rischiamo di divorare ciò che abbiamo costruito negli ultimi 20 anni", dice Ciccio Sultano
di Redazione


Ragusa – Non ci sta lo chef bistellato Ciccio Sultano, titolare del ristorante Il Duomo di Ragusa Ibla, da tre mesi chiuso in seguito alle misure di prevenzione anticovid. Sultano dà lavoro a 30 persone, rimaste a braccia conserte dal primo novembre
“Basta, non della legge, ma di non farla valere -scrive Ciccio Sultano-. Non delle tasse, ma del fatto di non sapere quando riapriremo. Non della politica, ma di chi gioca sulla pelle dei cittadini. Non di tenere chiuso il tempo necessario, ma di non avere prospettive certe e di non poter programmare nulla. E basta con le settimane colorate che, senza dei ristori proporzionati al giro d’affari, sono un modo di lasciarci al verde.
Ho diritto alla mia dignità di lavoratore, primo tra trenta, quanti sono i miei collaboratori, lasciati nel limbo dell’indecisione.
Nei quattro mesi d’apertura dopo la prima ondata, nessuno di noi, si è preso il covid. Chi si organizza e usa la testa, può lavorare con il pubblico.
Ora basta, decidete un mese, un giorno, un’ora per riaprire responsabilmente: noi per quello che ci riguarda e voi, politici e amministratori, ricostruendo sanità e servizi di questo Paese.
Abbiamo esaurito il tempo. Se si aspetta ancora non potremo che divorare ciò che abbiamo costruito in vent’anni”.
Sultano, il primo novembre, aveva annunciato la chiusura del ristorante due stelle Michelin di Ragusa Ibla, dando appuntamento al 1 marzo. Una data al momento incerta, alla luce della situazione pandemica regionale e nazionale
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