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La lista vaccini: chi verrà dopo docenti, agenti e over 80 (da maggio)

Siciliani fragili e ultra 60enni aspetteranno almeno due mesi: le 6 categorie prioritarie del piano nazionale

La lista vaccini: chi verrà dopo docenti, agenti e over 80 (da maggio)

 Ragusa - Prima di maggio sarà forse possibile prenotarsi ma, a meno che non inizino improvvisamente a piovere vaccini, nessuno che abbia meno di 80 anni o non sia un insegnante o un ufficiale di pubblica sicurezza ne riceverà più una dose. E non è detto neanche che tutti i rappresentanti di queste tre categorie, per allora, abbiano finito di completare il ciclo vista la vastissima platea chiamata all’iniezione e la perdurante incertezza sui rifornimenti, non solo sull’Isola ma in tutta Italia. Lo dicono i numeri del report online ministeriale sulle fiale presenti ad oggi nei congelatori siciliani: quasi 88mila, segno che nell’ultima settimana si è pensato a fare più scorte che punture. La via “autonoma” al siero che Palazzo d’Orleans starebbe cercando di oliare è scivolosa e semplicemente impraticabile, dunque la previsione è che ci vorranno un paio di mesi perché altri soggetti si aggiungano ai suddetti. A quel punto, l’ordine di vaccinazione sarà il seguente: le persone “estremamente vulnerabili”, indipendentemente dall’età; quelle tra 75 e 79 anni; poi tra 70 e 74 anni; quindi i soggetti con particolare rischio clinico, dai 16 ai 69 anni; infine quelli a “rischio aumentato”, tra 55 e 69 anni.

L’ultimo scaglione, in fondo alla fila, riguarda i cittadini tra 18 e 54 anni senza rischi: solo a questi andranno i sieri AstraZeneca. Per tutti gli altri ci saranno Pfizer, Moderna e quelli che, si spera, inizieranno a produrre gli altri colossi del settore dopo i vari ok: "Ad aprile e maggio ci hanno comunicato un’ingente infornata di vaccini di Johnson&Johonson, monodose e facili da conservare – comunica l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza –. Stiamo coinvolgendo farmacisti e medici di famiglia per le somministrazioni, è indispensabile per coprire da qui a prima dell’estate 3-4 milioni di siciliani. Ma è assurdo che solo l’Italia non abbia autorizzato AstraZeneca sugli over 55 come invece hanno già fatto Francia, Germania e altri Paesi europei". Assediato dallo spettro delle varianti, che ormai sembrano moltiplicarsi al di fuori di ogni ragionevole controllo, il ministro Roberto Speranza ha chiesto all'Aifa di valutare la possibilità di alzare l'asticella fino a 65 anni. Il via libera ufficiale arriverà oggi ma il problema non è somministrarli, bensì riceverli. Mancano fiale, non chi le inoculi: per questo il premier Mario Draghi sta battendo, d’intesa con l’Ue, la strada della produzione in proprio dei vaccini già autorizzati, direttamente negli stabilimenti italiani. Riuscirà a convincere le multinazionali farmaceutiche a condividere i brevetti? 


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