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Il fotografo Giovanni Gastel è morto di Covid

Il grande fotografo, 65 anni, nipote di Luchino Visconti si è spento a Milano nel pomeriggio di sabato 13 marzo

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/13-03-2021/il-fotografo-giovanni-gastel-e-morto-di-covid-500.jpg Il fotografo Giovanni Gastel è morto di Covid

Milano - Il Covid ha stroncato un altro nome illustre del mondo della cultura e della moda. Il fotografo Giovanni Gastel si è spento oggi pomeriggio 13 marzo 2021, verso le ore 18. Era stato ricoverato in gravissime condizioni a Milano all’Ospedale Fiera di Milano a causa dell’aggravarsi dello stato di salute dopo essere stato colpito dal Covid. Avrebbe compiuto 66 anni il prossimo 27 dicembre. I suoi scatti hanno cambiato la percezione dell’immagine della moda. Univa uno sguardo inatteso del soggetto che ritraeva, uno stile patinato ma originale e al garbo innato un profondo senso dell’ironia. Un uomo d’altri tempi, come si usa dire, anche perché era nipote diretto di Luchino Visconti, dal quale aveva assorbito, benché ancora bambino un senso estetico profondo, unito alla percezione profonda della realtà.

Figlio di Giuseppe Gastel e Ida Visconti di Modrone, ultimo di sette figli, Giovanni Gastel era nato a Milano il 27 dicembre 1955. La sua carriera inizia verso la fine degli anni Settanta in un seminterrato. Ancora giovanissimo inizia ad apprendere l’arte dello scatto fotografico che poi lo renderà famoso nel mondo. Sempre negli anni Settanta, tra il 1975 e il 1976 lavora per Christie’s la prestigiosa casa d’aste britannica. Sarà il 1981 l’anno del suo lancio quando incontra Carla Ghislieri che diverrà la sua agente. Un suo scatto, una natura morta, pubblicato sulla rivista Annabella fa da spartiacque. Colpisce e fa parlare. Da quel momento iniziano le collaborazioni con Vogue Italia e dopo l’incontro con Flavio Lucchini (direttore di Edimoda) e con Gisella Borioli (i magazine Mondo Uomo e Donna) la carriera inziia a decollare velocemente. 

Direttamente alla moda diede la scalata negli anni successivi arrivando a firmare campagne tra gli altri per Versace, Missoni, Trussardi, Krizia, Ferragamo, Dior. Negli anni '90 inseguì una via più personale arrivando a conquistare nel '97 in Triennale una personale curata da Germano Celant. Col tempo aveva anche scoperto la passione per i ritratti. E se tra i soggetti famosi poteva vantare anche Barack Obama, con generosità amava regalarne gratis ad amici e conoscenti sull'onda della spontaneità, magari al primo incontro.


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