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Mai più colori: Italia per sempre in zona bianca

Il tasso di ospedalizzazione come indice di rischio abolisce di fatto il senso stesso del lockdow: chi gira provoca ricoveri solo indirettamente

Mai più colori: Italia per sempre in zona bianca

 Ragusa - L’istituzione della red zone serve ad evitare il propagarsi del virus, non dei ricoveri. E il contagio da Covid ormai non preoccupa più. Ammesso e non concesso che ai nuovi casi seguisse un aumento delle ospedalizzazioni, queste oggi non sono più imputabili ai contagi ma esclusivamente alla mancata vaccinazione. Le nuove zone gialle, arancioni e rosse vanno istituite ora in base alla crescita dei ricoveri, ma questi non sono più colpa della gente che si muove.

Non rivedremo l’Italia a colori, intanto perché difficilmente supereremo le soglie di ospedalizzazione innalzate al 10%: per quanto lentamente, la popolazione vaccinata è destinata ad aumentare e non a regredire, e dunque a togliere materiale ai posti letto. Se siamo riusciti a svuotare gli ospedali ora, non c’è motivo perché non dovremmo continuare a farlo. E non lasceremo più il bianco (che sarà presto tolto come fascia di rischio) anche perché, spostando il parametro dei colori sull’occupazione dei reparti, cade il fondamento stesso del “lockdown”: aree più o meno vaste soggette a limitazioni di attività, spostamenti e contatti per circoscrivere dei focolai.

Adesso non sono più questi, i focolai, i responsabili dei ricoveri, bensì i cittadini che pur potendo hanno deciso di non vaccinarsi, in assenza di ogni nozione scientifica accreditata come tale. Ad alzare il tasso di ricovero – nuovo indice cromatico - non è più chi, vaccinato, giustamente se ne va in giro, e a farlo riabbassare non serviranno le chiusure. L’unico scenario che potrebbe farci cambiare zona, a cui contribuisce sempre chi non si vaccina, è la mutazione del Coronavirus in una variante che buchi la protezione anticorpale degli attuali sieri, costringendoci forse a ricominciare da capo. Non è meglio farsi una puntura al braccio? 


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