Attualità Una partita nazionale

Covid Sicilia, non resta che l’obbligo vaccinale per legge

Musumeci-Razza in pressing su Draghi, ma non è così semplice

Covid Sicilia, non resta che l’obbligo vaccinale per legge

 Ragusa - E’ un’evidenza numerica che all’aumentare della copertura vaccinale, contagi e ricoveri Covid diminuiscano. E visto che le mascherine all’aperto e i 4 non conviventi al tavolo dell’area gialla non incideranno granché su infezioni e ospedalizzazioni, l’ombra dell’arancione non è poi così remota visto che quasi tutti i capoluoghi hanno già oltrepassato i 150 casi settimanali ogni 100mila abitanti. Il Cts siciliano vorrebbe già metterli direttamente in lockdown. Per fortuna la Sicilia dista ancora diversi punti percentuali dalle altre due soglie del successivo gradino cromatico: il 20% delle rianimazioni e il 30% degli ordinari, che in genere però seguono a cascata i contagi. Certo, che il campanello d’allarme giallo faccia scendere da solo contagi ricoveri non ci crede nessuno: l’unica arma restano i vaccini.

La limitata adesione alla campagna vaccinale tiene sulle spine il presidente Musumeci: «Cos’altro deve accadere perché si convincano? Se in terapia intensiva vanno quasi tutti i non vaccinati, si vuole finalmente prendere contezza della necessità di proteggersi?». Il braccio destro Razza va dritto al punto: «Prima o poi il tema dell’obbligo vaccinale, soprattutto per alcune categorie a rischio, sarà da mettere all’ordine del giorno. Sono papà di un bambino di 4 mesi, al 60esimo giorno ho portato mio figlio a fare i vaccini obbligatori. In nome della libertà ci stiamo facendo del male: come nel caso dell'ultima decisione del Garante della privacy che vieta ai sindaci di conoscere i nomi dei contagiati, impedendogli di fatto di arginare i contagi. Non capisco perché delle minoranze inconsapevoli dovrebbero condizionare la vita della stragrande maggioranza dei cittadini, è un problema che il governo nazionale dovrà assumere come prioritario».

Palazzo d’Orleans non ha ovviamente potere di decidere autonomamente su una delle poche competenze esclusive rimaste allo Stato centrale sul fronte sanitario. E’ la Sicilia che in questo momento sta trainando le curve del Coronavirus in Italia, ma certo il premier Mario Draghi non potrà imporre l’obbligo vaccinale solo sull’Isola: semmai opterà per l’imposizione per legge - visto che neanche la minaccia di restare a casa senza stipendio sembra spaventare i no vax più accaniti - dovrà essere necessariamente un provvedimento di carattere nazionale, che finora nessun Paese al mondo s’è trovato costretto ad adottare. Anzi, proprio il fatto che ad alzare le medie siano solo la Sicilia e un altro paio di regioni, è un elemento che poterebbe a escludere l’urgenza di tale misura. Dipende tutto da come evolverà il virus nei prossimi mesi: vaccini obbligatori, come ricorda Razza, già ne esistono e se il Covid proseguisse a rilevarsi così contagioso e pervasivo non può essere escluso che presto o tardi il suo antidoto entri davvero nell’elenco.


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