Attualità Coronavirus

Covid, via alla zona arancione sul Ragusano fino al 2 febbraio

Per chi ha il super green pass non cambia niente

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/21-01-2022/covid-via-alla-zona-arancione-sul-ragusano-fino-al-2-febbraio-500.jpg Covid, via alla zona arancione sul Ragusano fino al 2 febbraio

 Ragusa - Da oggi 10 comuni su 12 della provincia di Ragusa si risvegliano arancioni e tali resteranno almeno fino a mercoledì 2 febbraio: ad accezione di Chiaramonte Gulfi e Giarratana, per il resto dei territori comunali poco importa se nel pomeriggio la cabina di regia romana deciderà di estendere la fascia di rischio intermedia a tutta l’Isola. I ricoveri Covid ordinari sono al 37%, le terapie intensive sono invece ancora al limite del 20%: la bilancia pende dal lato arancione ma non è escluso un colpo di scena come a inizio ottobre, quando la zona bianca venne posticipata di una settimana proprio per il mancato allineamento di un indice.

Ricordiamo che per chi ha il super green pass in arancione non cambia nulla, mentre per chi non è vaccinato o guarito ci sono ormai le regole nazionali a limitargli la vita indipendentemente dal colore: a queste si aggiunge per loro la necessità del tampone negativo per lasciare il comune per motivi differenti da lavoro, necessità e salute (per cui occorre però l’autocertificazione). Basta il test rapido entro 48 ore anche per imbarcarsi da e per l’Isola maggiore e quelle minori: il governo centrale non impugnerà la doppia ordinanza, siciliana e calabrese, che certo non favorirà la minore circolazione del contagio.

Tuttavia “in Sicilia siamo già nel picco di questa ondata, lo capiamo da alcuni parametri in diminuzione, come i contagi e i tamponi - sostiene il commissario palermitano per l'emergenza Covid, Renato Costa -. Gli ospedali sono in una fase di stallo, speriamo che nel giro di una decina di giorni la situazione migliori”. Se le occupazioni dei posti letto iniziassero a scendere, forse la Sicilia potrebbe addirittura riuscire a schivare il declassamento e restare gialla anche a febbraio. È un’ondata di epidemia “domestica” e burocratizzata, fatta più da quarantenati precauzionali e paucisintomatici che da malati gravi, simile a una più gestibile influenza, sull’emergenza ospedaliera è aggravata proprio dalla contemporanea circolazione del virus influenzale stagionale e dalla mole di patologie trascurate a causa del Coronavirus. 


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