di Redazione
Il prof. Giovanni Tesoriere, coordinatore del nucleo di valutazione investimenti pubblici nella Regione siciliana, intervenendo al Convegno sulla aeroportualità siciliana, organizzato dall’ENAC e dalla Gesap, la società di gestione del Falcone e Borsellino, non ha nascosto la preoccupazione che la Sicilia non riesca, nei prossimi cinque anni ,a impiegare il “tesoretto” di 24 miliardi di euro dei fondi comunitari 2007-2013 in progetti realmente cantierabili.
La Regione siciliana, dopo numerosi rinvii dovuti a perplessità, a carenze culturali, a contrapposizioni politiche e a un inesausto “filibustering” messo in atto da lobby economico affaristiche , non è riuscita a varare i due strumenti fondamentali per un corretto e funzionale impiego dei fondi comunitari, e soprattutto per l’attuazione di un coerente progetto di sviluppo economico e sociale dell’isola. Stiamo parlando del Piano Regionale dei Trasporti e del Piano Regionale dell’Energia.
Riuscirà il personale politico regionale eletto nelle prossime elezioni ad annullare il ritardo accumulato? Giovanni Tesoriere nutre il dubbio fondato, che alla scadenza del termine, la Sicilia dovrà restituire buona parte del “ tesoretto”, considerato che fino ad ora nessun progetto è stato presentato. Nessuna idea progettuale, sensata e coerente con una pianificazione regionale di sviluppo sostenibile, è stata avanzata né illustrata.
A conclusione della terza ed ultima tappa degli incontri voluti da Vito Riggio, presidente dell’ENAC, si è in grado di prendere atto di due assiomi :• unico collegamento della Sicilia, efficiente e quindi apprezzabile dal punto di vista dei traffici commerciali e della mobilità delle persone, col resto del mondo, è il mezzo aereo;• oggi il sistema aeroportuale siciliano è strutturato attorno a due poli, Catania e Comiso – Ragusa da un lato, Palermo e Trapani- Birgi dall’altro. In base alla valutazione del potenziale bacino di utenza suddiviso fra questi quattro aeroporti, l’ENAC ha deciso di affidarne la gestione quarantennale alle relative società: GESAP per Palermo, Airgest per Trapani ,SAC per Catania e Soaco per Comiso –Ragusa.
A codesti assiomi vanno apposti due corollari:• realizzato un sistema aeroportuale efficiente, esso necessita di un collegamento col territorio altrettanto efficiente. Oggi non esiste una rete stradale e ferroviaria tale da assicurare una rapida mobilità interna che interagisca coi predetti poli aeroportuali;• il sistema aeroportuale siciliano va ulteriormente potenziato.
I quattro aeroporti vanno gestiti in modo sinergico e non sterilmente competitivo e vanno rapidamente risolte misteriose, per non dire misere, problematiche campanilistiche, come quella insorta col comune di Comiso sulla proprietà del sedime di pista.
Fanno perdere tempo e denaro. I quattro poli vanno attrezzati come grandi centri di servizio per le molteplici esigenze di milioni di persone che nei prossimi anni prevedibilmente potrebbero accedere in Sicilia. La Gesap ha ambiziosi progetti.
In quattro anni prevede di rinnovare l’intera struttura dell’attuale aerostazione.
Catania è il terzo aeroporto italiano, dopo Fiumicino e Malpensa, Integrato col nuovo aeroporto di Comiso-Ragusa, può ambire a diventare un grande aeroporto intercontinentale. Non vanno, però, dispersi finanziamenti su altre ipotetiche strutture aeroportuali che non possono avere alcuna incidenza su reali processi di sviluppo e nessuna utilità dal punto di vista della mobilità e della accessibilità.
Come è ovvio, il tutto non può non essere inquadrato in un Piano Regionale dei Trasporti.
Quel PRT che, come un ectoplasma, da anni, galleggia, trasmigra ,compare e scompare da un ufficio regionale all’altro da un assessorato all’altro, da una commissione legislativa a una giunta di governo e viceversa.
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