di Redazione
6, 20 e 8.
Sono numeri da giocare al lotto sulle ruote di Roma e Palermo; la variante potrebbe essere l’1.
In realtà, sono i numeri, anzi le date delle possibili scadenze elettorali di primavera.
Oggi, infatti, il presidente del Senato Franco Marini, incaricato del mandato esplorativo per vedere se ci sono spazi per un nuovo governo, ha rimesso il mandato stesso e con questo atto c’è l’avvio dello scioglimento delle Camere.
E il 6 aprile, è la data possibile per il voto politico di Camera e Senato.
Fra qualche giorno, invece, dovrebbe arrivare da Palermo la conferma che il 20 di aprile si andrà al voto per le Regionali. Lì la legislatura è sicuramente finita con le dimissioni del Governatore Totò Cuffaro e, dunque, si aspetta solo di conoscere la data dell’appuntamento elettorale, la prima volta di elezioni anticipate per la Sicilia.
Infine l’8, questa volta di giugno, data delle consultazioni amministrative, che, per questo lembo di Sicilia interessano certamente i comuni di Scicli, Comiso, Acate e Rosolini e la Provincia Regionale di Siracusa ma che potrebbero interessare anche altri enti, se qualcuno dei sindaci nei comuni con più di 20.000 abitanti decidesse di dimettersi.
La variante 1, riguarda sempre giugno e sempre le Amministrative. Può esserci l’anticipo di una settimana che appare improbabile per il solo fatto che, il giorno, dopo è il 2 giugno, festa della Repubblica con ovvie ragioni organizzative ostative.
Intanto ieri , conclave azzurro a Ragusa; Forza Italia ha trovato tutti d’accordo sulla riconferma degli uscenti, ha chiesto che il partito abbia la Presidenza della Regione (anche se qui c’è stata una fuga in avanti piuttosto controversa e, comunque, ben poco comprensibile e di dubbio valore nell’economia generale del dibattito politico regionale) e, ultima cosa ma non in ordine di importanza, ha detto in modo unitario che la conduzione politico-amministrativa al governo della Provincia Regionale non va e ci sarebbe ben più di qualcosa da rivedere e pure in tempi stretti.
Un giorno, quello del centrosinistra ibleo ieri, che ha sancito l’unità della Sinistra Arcobaleno (quella di Sinistra Democratica, rifondazione e Comunisti Italiani) e le divisioni nell’Italia dei Valori. E se i primi dicono con una certa soddisfazione che l’intesa è su scala regionale e chiedono di avviare subito percorsi condivisi in provincia, fra i “dipietristi”, Giuseppe Di Natale, coordinatore provinciale del partito, ha attaccato in modo duro il suo consigliere provinciale Gianni Iacono, accusandolo “di volere spaccare un partito che in questi anni, è cresciuto tantissimo e che ha fatto della propria unità un simbolo per l’intera coalizione”.
© Riproduzione riservata