di Redazione

Piersanti Mattarella aveva alcuni handicap. Era siciliano, e questo è
sempre stato un handicap; Era un DC, ma non gli importava
conoscere ne il metodo Lima ne il metodo Salvo, cosa che lo
rendeva inviso a chi per la politica aveva ben altri piani. Era un
uomo onesto, e di questi giorni stupisce molti. Era persino
Presidente della Regione Siciliana, e questo a qualcuno ha dato
fastidio. Era, perché poi un giorno smise di essere.
Naturale quindi che sia amara la sua vicenda. Amara perché è una
storia di mafia. Amara perchè parla di noi. Amara perché è vera.
Quando, nel 1978, venne eletto presidente della Regione era
l’uomo di spicco della DC siciliana, molti lo consideravano un erede
di Aldo Moro.
Indossò tutta la dignità che dovrebbe avere sempre un uomo;
dignità significa intransigenza morale, nitidezza nel governo,
onestà nella pubblica amministrazione. Piersanti Mattarella fu
capace di pensare in grande e pensare in proprio. Voleva
restaurare la macchina della Regione, voleva cacciare chi ci aveva
messo su le mani e chi stava per farlo sul resto dell’isola: voleva
una regione con le carte in regola.
Era una persona Onesta e quando alla Conferenza regionale
dell’agricoltura, tenuta a Villa Igea la prima settimana di febbraio
del 1979, l’onorevole Pio La Torre, responsabile nazionale
dell’ufficio agrario del P.C.I., attaccò con furore l’Assessorato
dell’Agricoltura, denunciandolo come centro della corruzione, e
additando lo stesso assessore come colluso con la mafia, mentre
tutti si attendevano che con lo stesso vigore difendesse il suo
assessore, sgomentando la sala, lui, Piersanti Mattarella riconobbe
pienamente la necessità di correttezza e legalità nella gestione dei
contributi regionali.
Come poteva vivere un uomo così, e per giunta vivere da
presidente?
Lui, l’uomo di spicco della DC siciliana, l’unico leader
dell’amministrazione regionale che manifestava una linea di
rinnovamento, di trasparenza, venne candidamente assassinato il
6 gennaio 1980. Aveva 45 anni.
Questo è un delitto di mafia dove il mandante non doveva
comparire; per questo l’omicidio venne camuffato come
“terroristico”.
Uno scenario complicato, se vogliamo, ma che regge.
Don Masino Buscetta interrogato da Giovanni Falcone diceva:
“Signor giudice, mi creda, i terroristi non c’entrano niente.
Quello di Mattarella è stato fatto da Cosa Nostra. Andate a
vedere a chi furono affidati gli appalti dopo la sua morte. Cose
che fanno paura!”.
F.R., Modica
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