Cultura
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29/12/2008 03:08

6 Gennaio 1980. Morte di un Presidente

di Redazione

Piersanti Mattarella aveva alcuni handicap. Era siciliano, e questo è

sempre stato un handicap; Era un DC, ma non gli importava

conoscere ne il metodo Lima ne il metodo Salvo, cosa che lo

rendeva inviso a chi per la politica aveva ben altri piani. Era un

uomo onesto, e di questi giorni stupisce molti. Era persino

Presidente della Regione Siciliana, e questo a qualcuno ha dato

fastidio. Era, perché poi un giorno smise di essere.

Naturale quindi che sia amara la sua vicenda. Amara perché è una

storia di mafia. Amara perchè parla di noi. Amara perché è vera.

Quando, nel 1978, venne eletto presidente della Regione era

l’uomo di spicco della DC siciliana, molti lo consideravano un erede

di Aldo Moro.

Indossò tutta la dignità che dovrebbe avere sempre un uomo;

dignità significa intransigenza morale, nitidezza nel governo,

onestà nella pubblica amministrazione. Piersanti Mattarella fu

capace di pensare in grande e pensare in proprio. Voleva

restaurare la macchina della Regione, voleva cacciare chi ci aveva

messo su le mani e chi stava per farlo sul resto dell’isola: voleva

una regione con le carte in regola.

Era una persona Onesta e quando alla Conferenza regionale

dell’agricoltura, tenuta a Villa Igea la prima settimana di febbraio

del 1979, l’onorevole Pio La Torre, responsabile nazionale

dell’ufficio agrario del P.C.I., attaccò con furore l’Assessorato

dell’Agricoltura, denunciandolo come centro della corruzione, e

additando lo stesso assessore come colluso con la mafia, mentre

tutti si attendevano che con lo stesso vigore difendesse il suo

assessore, sgomentando la sala, lui, Piersanti Mattarella riconobbe

pienamente la necessità di correttezza e legalità nella gestione dei

contributi regionali.

Come poteva vivere un uomo così, e per giunta vivere da

presidente?

Lui, l’uomo di spicco della DC siciliana, l’unico leader

dell’amministrazione regionale che manifestava una linea di

rinnovamento, di trasparenza, venne candidamente assassinato il

6 gennaio 1980. Aveva 45 anni.

Questo è un delitto di mafia dove il mandante non doveva

comparire; per questo l’omicidio venne camuffato come

“terroristico”.

Uno scenario complicato, se vogliamo, ma che regge.

Don Masino Buscetta interrogato da Giovanni Falcone diceva:

“Signor giudice, mi creda, i terroristi non c’entrano niente.

Quello di Mattarella è stato fatto da Cosa Nostra. Andate a

vedere a chi furono affidati gli appalti dopo la sua morte. Cose

che fanno paura!”.

F.R., Modica