Giudiziaria
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08/06/2013 18:02

Fabio Radenza e Pasquale Radenza arrestati a Modica, l’indagine della Finanza sui supermercati e sull’evasione fiscale

Gli arrestati dalla Finanza simulavano l'esportazione all'estero di prodotti alimentari e non

di Redazione

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Modica – Una indagine serrata. Scattata nel 2008 grazie al fiuto dei militari della Guardia di Finanza. Non ci si è fermati solo all’analisi di carte e documentazione ma anche a pedinamenti, controlli incrociati ed anche intercettazioni telefoniche che hanno scoperchiato una vera e propria rete finalizzata a truffe e frodi fiscali: 100 milioni di euro di Iva evasi.

L’indagine ha spedito ai domiciliari cinque persone mentre altre 19 sono finite sotto inchiesta. Un disegno pianificato nei minimi particolari e riconducibile ai fratelli Nunzio ed Ernesto Valore. Un meccanismo smantellato dall’azione dei finanzieri del Colonnello Francesco Gazzani in stretto connubio con la Procura della Repubblica di Catania del Procuratore capo Giovanni Salvi. Le Fiamme Gialle sono entrate in azione dopo “una richiesta di mutua assistenza amministrativa pervenuta dall’Organo Collaterale dello Stato di Malta, finalizzata al rilevamento dei rapporti economici intercorsi nell’anno 2006 con l’operatore economico maltese “JOSEPH GELLEL”.

L’anzidetta richiesta era stata avanzata dall’organo collaterale estero poichè il responsabile della predetta società maltese aveva dichiarato di non aver mai ordinato né ricevuto merce dall’impresa italiana mentre dalla banca dati ”V.I.E.S.” risultavano acquisti per € 4.080.468,00. Gli accertamenti preliminari espletati avevano permesso di individuare un soggetto catanese, identificato in M. C., il quale, mediante esibizione di una falsa delega ad operare in nome e per conto della società EURO DETERGENTS Ltd., di cui il Gellel era titolare a Malta, aveva effettuato ingenti acquisti di detersivi, prodotti per la pulizia e l’igiene personale, liquori e bevande non alcoliche”. I cinque arrestati sono Ernesto Valore, Nunzio Valore, Fabio Radenza, Pasquale Radenza di Modica e Francesco Accardi: per loro i reati contestati sono associazione a delinquere, omessa dichiarazione ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

Il meccanismo di frode si articolava in due direttrici. Con la prima, veniva acquistata merce che non fosse soggetta ad Iva esibendo di volta in volta tutta una serie di deleghe create ad hoc, riconducibili ad operatori maltesi che erano all’oscuro che la merce venisse poi distribuita su tutto il territorio italiano. Con la seconda, venivano costituite delle apposite società con denominazione nazionale ed estera. Anche qui, il marchingegno era lo stesso: ovvero, dimostrare che la merce veniva acquistata per essere poi esportata.

Va detto che, indipendentemente dal procedimento utilizzato, si è riusciti rivendere i prodotti per un ammontare complessivo di oltre 100 milioni di euro che a conti fatti porta anche ad un omesso versamento dell’Iva di oltre 20 milioni di euro.