Non si sa dove siano i gioielli rubati stimati per un valore di 88 milioni
di Redazione
Parigi – Oltre un mese dopo il clamoroso furto al Louvre, la polizia francese ha arrestato anche il quarto e ultimo presunto ladro della banda che ha messo a segno il colpo. Si tratta di un uomo già conosciuto dalla polizia e legato ai tre precedentemente arrestati, tutti abitanti a Aubervilliers, nella banlieue nord di Parigi.
Gli agenti hanno fermato il sospetto martedì mattina nella regione della capitale, e lo hanno posto in custodia cautelare per «furto in banda organizzata e associazione a delinquere». Oltre a lui, nella stessa operazione sono state arrestate anche altre tre persone che fanno parte del suo entourage.
Secondo gli investigatori, tutti e quattro i componenti della banda che è entrata in azione domenica 19 ottobre intorno alle 9 e 30 del mattino sono ormai catturati. Resta il mistero dei gioielli, valutati intorno agli 88 milioni di euro, che restano per il momento introvabili, e l’identificazione dei ladri per adesso non ha permesso di risalire ai mandanti e all’organizzazione che si sta forse occupando di piazzare la refurtiva.
Quanto ai ladri già arrestati, uno di loro, “Doudou Cross bitume”, noto in precedenza per i video delle sue prodezze in moto alla periferia di Parigi, fa di nuovo parlare di sé perché un automobilista lo ha riconosciuto come la persona che, qualche settimane prima del colpo al Louvre, lo aveva aiutato con grande gentilezza quando si era trovato in difficoltà sulla tangenziale di Parigi.
Già i vicini di casa e gli amici del quartiere di Aubervilliers descrivevano “Doudou” come qualcuno di «molto gentile, sempre pronto ad aiutare tutti». Poi quel tratto di carattere è stato confermato alla rete americana Abc News da Ahmed Alla, 24 anni, rimasto senza benzina a settembre sulla tangenziale di Parigi quando un motociclista si è fermato per aiutarlo.
«Ho chiamato la polizia per farmi mandare un carro attrezzi. Tutti mi suonavano il clacson, ma lui è stato l’unico a fermarsi per aiutarmi», ha detto Alla. Lo ha descritto come un uomo calmo e rassicurante. «Mi ha detto che avrebbe spostato la mia auto per portarla fuori dalla tangenziale, “così non ti faranno una multa di 135 euro”». «Mi sembrava una manovra pericolosa, ma mi ha rassicurato dicendomi che avrebbe chiesto agli altri automobilisti di fermarsi mentre spostavamo la mia auto». Insieme hanno spinto l’auto per 2-300 metri, fino all’uscita della tangenziale, poi Doudou – ladro e gentiluomo – lo ha salutato dicendo «chiami l’assicurazione, manderanno un carro attrezzi, buona fortuna!».
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