L'ex rettore, già a processo per degli affidamenti diretti, avrebbe distratto somme anche per la sua azienda agricola.
di Redazione
Messina – Soldi dell’università per andare a eventi ippici e anche per l’azienda agricola del Rettore.
Sono due i sequestri a carico dell’ex rettore dell’università di Messina Salvatore Cuzzocrea. Il primo per l’importo di oltre un milione e seicentomila euro. A cui se ne aggiunge un secondo per 860 mila euro, per un totale di 2 milioni 460mila euro. Il provvedimento è stato dal comando provinciale della guardia di finanza, che hanno eseguito il decreto del giudice per le indagini preliminari.
I due sequestri sono arrivati al termine dell’indagine della procura di Messina sui rimborsi gonfiati. Un caso scoppiato nel 2023 che portò alle dimissioni di Cuzzocrea da rettore e da presidente della Crui, Conferenza dei rettori delle università italiane.
La Procura guidata ha chiesto anche gli arresti domiciliari, richiesta che non è stata accolta dal gip.
L’ex rettore di Messina è già a processo per gli appalti affidati senza incanto. Un’indagine partita dai rilievi mossi dall’Anac nell’aprile del 2022 per la gestione degli appalti, delle forniture e dei servizi per l’ateneo, affidati direttamente, secondo l’Autorità anticorruzione, “al di sopra delle soglie comunitarie, senza gara obbligatoria, utilizzando in maniera abusiva la normativa emergenziale”. Il processo è iniziato lo scorso giugno.
Per questo filone d’inchiesta i magistrati avevano chiesto una proroga di sei mesi. Adesso l’inchiesta è arrivata a conclusione con il doppio sequestro per una seri di ipotesi di peculato.
L’indagine ha consentito, infatti, di svelare un sofisticato meccanismo, attraverso il quale Cuzzocrea si sarebbe appropriato indebitamente di fondi destinati alla ricerca scientifica dell’Università. L’ex rettore – nella qualità di pubblico ufficiale e responsabile scientifico di numerosi progetti di ricerca affidati al dipartimento ChiBioFaram dell’università (Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche e Ambientali dell’Università di Messina), da parte di privati o finanziati da enti pubblici – si sarebbe appropriato di ingenti somme di denaro, utilizzando a fini di rimborso spese documentazione contabile artefatta, gonfiata o non inerente ai medesimi progetti di ricerca scientifica, formalmente condotti nel quadriennio 2019-2023.
Contestualmente, la Procura di Messina ha proceduto, con separato provvedimento, al sequestro preventivo, adottato in via di urgenza, di oltre 860mila euro, con riferimento a ulteriori somme di denaro, di cui lo stesso ex Rettore si sarebbe appropriato. In questo caso avrebbe distratto a vantaggio di un’azienda agricola a lui riferibile (Divaga Società agricola srl), beni e servizi in realtà destinati all’Università ed acquisiti con procedure di affidamento diretto gestite dall’Università. Anche in relazione a tale sequestro, sono state contestate svariate ipotesi di peculato.
Fra le varie irregolarità riscontrate: la presentazione di scontrini fiscali relativi ad acquisti effettuati prevalentemente per spese personali; la richiesta di rimborso di missioni effettuate, secondo Cuzzocrea, per attività di ricerca, ma risultate coincidenti con la presenza dell’ex rettore ad eventi ippici. È emerso, quanto ai rimborsi giustificati tramite la presentazione di scontrini fiscali, che gli acquisti riguardavano materiali non afferenti alle attività di ricerca (ad es. materiale elettrico, idraulico ed edile); gli approfondimenti condotti presso i fornitori hanno consentito di disvelare la reale destinazione dei medesimi materiali, non a beneficio dell’ateneo, bensì dell’azienda agricola riconducibile all’ex rettore.
Un’altra delle voci di spesa consistente è risultata connessa all’effettuazione di autodichiarate missioni per conto dell’Ateneo: è emerso che una quota significativa dei rimborsi richiesti, a fronte di missioni, riguardava spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute dall’ex rettore e in alcuni casi anche da suoi ospiti, in località coincidenti con quelle presso cui erano stati disputati concorsi ippici, ai quali lo stesso Cuzzocrea è risultato aver preso parte. In tale contesto sono state ricostruite le richieste di rimborso, puntualmente fatturate, aventi ad oggetto l’effettuazione di servizi fotografici riguardanti, contrariamente a quanto rappresentato, documentazione fotografica di eventi ippici, dunque non inerenti all’attività di ricerca.
Anche il padre, Diego Cuzzocrea, era stato rettore dell’università di Messina (dal 1995 al 1998), e anche lui fu costretto alle dimissioni dopo la tragedia che colpì l’Università: l’omicidio dell’endoscopista del Policlinico, Matteo Bottari. L’ex rettore fu indagato per favoreggiamento nell’ambito delle indagini sull’omicidio, poi fu accusato di aver simulato il furto e il danneggiamento della sua auto, per questo costretto a dimettersi da rettore. Ma le accuse a suo carico in seguito caddero completamente.
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