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27/11/2025 13:59

Laurea honoris causa in Giurisprudenza per Paola Cortellesi a Messina. VIDEO

L'attrice: «Dedico questo riconoscimento a tutte le donne"

di Redazione

Messina – L’Università di Messina ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Giurisprudenza a Paola Cortellesi. L’ateneo peloritano ha voluto omaggiare l’attrice che con il film «C’è ancora domani» ha raccontato l’emancipazione femminile.

«L’arte rivela la bellezza, insieme ai conflitti, i difetti, i limiti. Stimola il confronto, ci mostra che possiamo desiderare, faticare, dissentire. Mette in scena il coraggio e la possibilità di fallire e ci ricorda che non siamo soli». Paola Cortellesi ha ricevuto stamattina la Laurea Magistrale honoris causa in Giurisprudenza all’università di Messina. E la sua lectio magistralis si è trasformata in una dichiarazione d’amore per il suo lavoro.

Il riconoscimento ha alla base questa motivazione: «Per il contributo che l’artista ha saputo offrire al dibattito civile e culturale del Paese – sottolinea l’ateneo messinese – In particolare, con il film “C’è ancora domani”, Paola Cortellesi ha affrontato con grande sensibilità temi centrali della storia repubblicana, mettendo in luce il rapporto tra diritto, società ed emancipazione femminile. Con il suo lavoro, inoltre, dimostra come il linguaggio cinematografico possa incidere sulla coscienza collettiva più di quanto riescano talvolta altri strumenti di divulgazione, parlando alle nuove generazioni con una forza empatica e una chiarezza narrativa capaci di stimolare una riflessione su temi giuridici complessi».

«Sono molto emozionata – ha commentato Paola Cortellesi – e desidero ringraziare la Rettrice e tutti coloro i quali hanno deciso di assegnarmi la Laurea Magistrale honoris causa in Giurisprudenza. ‘C’è ancora domani’ rappresenta un viaggio nel passato, compiuto affinché risuonasse in un presente dove esiste ancora la prevaricazione. In un libro per bambini di mia figlia ho trovato l’ispirazione per mettere in scena ciò che, con tutto il gruppo di lavoro, desideravamo. La storia di riscatto di una donna qualunque, Delia: la sua rivoluzione nasce da un profondo istinto d’amore. Dedico il riconoscimento a tutta la squadra che mi ha affiancato in questa avventura, alle donne che cercano ancora il proprio valore e a tutti i ragazzi e le ragazze che difendono la giustizia».

Presenti la Rettrice, prof.ssa Giovanna Spatari, il Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, prof. Alessio Lo Giudice, il Direttore generale, dott. Pietro Nuccio, i genitori di Lorena Quaranta e Sara Campanella, numerose autorità civili, militari e religiose. Subito dopo la Cerimonia, si è svolta anche l’intitolazione del Cortile del Rettorato a Lorena Quaranta e Sara Campanella, due studentesse dell’Ateneo vittime di femminicidio.

«Oggi il nostro Ateneo – ha detto la Rettrice – vive una giornata che unisce cultura, memoria e responsabilità civile. I due eventi odierni non sono distinti, ma gesti che raccontano una stessa visione che vuole educare alla giustizia e alla libertà. In quest’Aula c’è la sedia della campagna di sensibilizzazione sociale contro la violenza di genere ‘Posto Occupato’, simbolo silenzioso che vale più di mille parole. Allo stesso tempo, ‘C’è ancora domani’ di Paola Cortellesi rappresenta il primo film italiano che celebra il diritto di voto alle donne; educare al diritto significa educare alla democrazia e la deposizione della scheda in quell’urna del 1946 segna un esempio di cittadinanza attiva delle donne e di forte desiderio di quella libertà che anche Lorena e Sara inseguivano nel loro cammino di vita e di studi. Oggi vogliamo fare memoria affinché anche gli studenti futuri sappiano che nella storia di questa Università ci sono state due studentesse che avevano scelto la conoscenza – una studiava Medicina e l’altra Tecniche di Laboratorio biomedico – per affrontare il mondo che gli è stato negato».