Cronaca
|
29/11/2025 23:06

Modica, la notte del riscatto: preso il piromane delle auto della Finanza

È un tunisino di 53 anni

di Gabriele Giannone

Meteo: Modica 14°C Meteo per Ragusa

Modica – Credeva di farla franca dopo avere lanciato il guanto di sfida allo Stato, colpendolo nel luogo simbolo della Città. Modica ha trattenuto il fiato per due giorni interi. Da quando, nel silenzio della notte, un’ombra si era insinuata nel cuore pulsante della sicurezza cittadina- la tenenza della Guardia di Finanza- per appiccare il fuoco a tre auto di servizio. Un gesto improvviso, spiazzante, un colpo inferto con audacia quasi teatrale, consumato al riparo dal quadrangolo cieco delle telecamere. Un affronto allo Stato, uno schiaffo alla città. La comunità, incredula, si era risvegliata tra il fumo e le domande: perché proprio lì? Perché un bersaglio così simbolico?

Le istituzioni, a tutti i livelli, avevano espresso immediata solidarietà alle Fiamme Gialle, lasciando tuttavia affiorare la preoccupazione per un gesto dal movente indecifrabile.

Nelle due sere precedente il fermo, lo Stato, non è rimasto a guardare. Strade, incroci e vicoli sembravano pulsare di un’attenzione diversa: pattuglie, lampeggianti, controlli serrati. Una cintura di sicurezza stretta attorno al perimetro urbano, come il preludio silenzioso di un’operazione in divenire.

E infatti la risposta è arrivata nella notte. Gli uomini del Commissariato di Polizia di Modica, lavorando fianco a fianco con la Guardia di Finanza, hanno individuato e fermato un uomo sospettato di essere l’autore del rogo: un cittadino tunisino, nato nel novembre del 1972, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici ma regolarmente presente sul territorio italiano. Un nome che le indagini avevano progressivamente isolato, tassello dopo tassello, in un puzzle che si stava ricomponendo con sorprendente rapidità.

La cattura è avvenuta nel buio, in un’azione rapida e coordinata, frutto di pedinamenti, riscontri e una sinergia investigativa che raramente la città aveva visto così compatta.

Un segnale forte, quasi un monito, dopo un periodo in cui si era proposto con forza il tema della sicurezza in città, segnata da aggressioni, risse e episodi di violenza che avevano offuscato il volto del centro storico, un tempo definito il “salotto buono” di Modica.

Questa volta, però, la risposta è stata immediata, incisiva. Modica si è svegliata con la sensazione che una pagina nera sia stata voltata più in fretta del previsto.