di Redazione
Bristol – Si è spento a 73 anni, nella sua casa di Bristol, Martin Parr, il fotografo britannico che ha trasformato l’osservazione del quotidiano in una lente sul nostro tempo. La notizia è stata diffusa dalla Martin Parr Foundation, che ha annunciato la morte dell’artista, nato a Epsom nel 1952 e malato di cancro dal 2021. Membro dell’agenzia Magnum Photos dal 1994, Parr è stato una delle voci più riconoscibili della fotografia documentaristica contemporanea, capace di rompere con il classico bianco e nero attraverso colori saturi, flash aggressivi e inquadrature impietose. Serie come “The Last Resort”, sugli affollati lidi di New Brighton, “The Cost of Living” sulla middle class thatcheriana e “Small World”, riflessione sul turismo globale, hanno raccontato con ironia corrosiva le contraddizioni della società dei consumi.

Fin dagli anni ’70, dopo gli studi a Manchester, Parr aveva scelto come soggetto privilegiato periferie, località balneari, supermercati, feste di paese. Il suo sguardo, spesso accusato di sarcasmo, è in realtà una forma di antropologia visiva: la traccia, talvolta grottesca, di come mangiamo, ci vestiamo, passiamo il tempo libero, ci mettiamo in posa davanti alla fotocamera. Nel 2014 ha fondato a Bristol la Martin Parr Foundation, diventata archivio, galleria e osservatorio sulla fotografia britannica, mentre le sue immagini hanno viaggiato in mostre al Barbican di Londra e al Jeu de Paume di Parigi. Autore di oltre cento libri, continuava a lavorare senza tregua, l’ultimo è l’autobiografia per immagini “Utterly Lazy and Inattentive”, titolo nato da una pagella scolastica ricevuta a 14 anni e trasformato, con autoironia, in manifesto di un’intera carriera.

Poche settimane fa, in un’intervista, Parr ribadiva quanto il mondo avesse bisogno della satira contenuta nelle sue fotografie: secondo lui siamo «tutti troppo ricchi», prigionieri di un consumo insostenibile che minaccia il pianeta. Nelle sue spiagge gremite, nei buffet di plastica, nei centri commerciali abbaglianti, il kitsch diventa specchio delle nostre ossessioni; una commedia umana che fa ridere e insieme mette a disagio. Parr lascia la moglie Susie, la figlia Ellen, la sorella Vivien e il nipote George. La fondazione e Magnum hanno promesso di custodire e diffondere un’eredità che ha cambiato il modo di guardare al quotidiano, ricordandoci che la banalità, sotto la luce giusta, può essere il luogo più rivelatore che esista.
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