La diagnosi dopo il parto della figlia
di Redazione
New York – Tatiana Schlossberg è morta. La giornalista, figlia di Caroline Kennedy e nipote dell’ex presidente statunitense John F. Kennedy, è venuta a mancare a causa di una leucemia terminale. A darne la notizia la famiglia sui social dalla John F. Kennedy Library Foundation.
Schlossberg, che si era occupata soprattutto di temi ambientali e cambiamento climatico, aveva reso pubblica a novembre, in un saggio sul New Yorker, la diagnosi di una rara forma di leucemia mieloide acuta, un tumore del sangue e del midollo osseo.
Nel testo, oltre a riflettere sulla malattia, sulla mortalità e sulla sua storia familiare, aveva anche criticato duramente il cugino Robert F.
Kennedy Jr., attuale segretario alla Sanità, definendolo «un imbarazzo» per le sue posizioni contrarie alla ricerca medica finanziata dallo Stato e ai vaccini.
Cosa aveva raccontato
Trentacinque anni, giornalista, la secondogenita di Caroline e Edwin Schlossberg ha descritto il suo calvario – due trapianti di midollo, brevi sprazzi di speranza, poi cure sperimentali sempre più aggressive – in un saggio sul New Yorker, «La battaglia contro il mio sangue», uscito nel giorno del 62esimo anniversario dell’assassinio del nonno Jfk: non una coincidenza. «Per tutta la vita ho cercato di essere buona per risparmiare a mia madre ulteriori sofferenze», ha scritto, consapevole di far parte di un clan segnato dal destino: «Ora ho aggiunto una nuova tragedia alla sua vita, a quella della nostra famiglia, e non c’è nulla che possa fare per evitarlo». Caroline aveva 5 anni quando il padre fu ucciso, 10 al tempo dell’assassinio dello zio Rfk, 41 quando il fratello John morì in un incidente aereo a Martha’s Vineyard con la moglie Carolyn Bessette.
La leucemia acuta mieloide
La malattia che ha colpito Tatiana è una leucemia acuta mieloide con una rara mutazione, l’Inversione 3, che si riscontra in meno del 2% dei casi, soprattutto tra malati anziani. Nel saggio Tatiana collega il dramma personale ai disastri inflitti, per la donna, alla sanità americana dal cugino della madre, Rfk Jr.: «È una fonte di imbarazzo per me – scrive a proposito del ministro della Salute di Donald Trump – e per il resto dei miei parenti più vicini». L’odissea di Tatiana è cominciata nel maggio 2024, poche ore dopo aver partorito la sua secondogenita. «Non potevo, non riuscivo a credere che stessero parlando di me», scrive a proposito dei medici che avevano notato anomalie nelle analisi del sangue: «Il giorno prima avevo nuotato per un miglio in piscina. Non ero malata. Ero una delle persone più sane che conoscevo».
Le cure risultate vane
Nel saggio, Schlossberg racconta il durissimo percorso terapeutico, le cure ripetutamente risultate vane. «L’oncologo ha detto che, forse, potrà tenermi in vita un anno»: questa la drammatica condanna al termine del secondo studio clinico. Tatiana sapeva che sarebbe morta presto e ha vissuto gli ultimi mesi per stare ancora un po’ di tempo con i suoi bambini: «Ma stare nel presente è più difficile di quanto sembri, così lascio che i ricordi vadano e vengano. Molti vengono dalla mia infanzia: ho la sensazione di guardare me stessa e i miei figli crescere allo stesso tempo».
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