È la figlia di Cristiano De Andrè e nipote di Fabrizio
di Redazione
Milano – Alice De Andrè non canta (Fabrizio) De Andrè è diventato il titolo del suo spettacolo a teatro. Un titolo che vale ancora una volta un messaggio per la quarta figlia di Cristiano e nipote del grande Fabrizio De Andrè: lei non vuole cantare. «L’unica eredità di famiglia è la passione per la Sardegna e per l’alcol. Quando gli agenti ai provini da attrice mi dicevano “ok però se canti ti portiamo a Sanremo”, mi devastava. A Sanremo potrei andare solo a condurre, neanche come ospite: sono maniaca del controllo», racconta a La Repubblica.
E al quotidiano La Rep, parlando del suo spettacolo che inizierà a febbaio a Milano, racconta che «sono la nipote di Faber, ma anche altro. Da sempre innamorata del teatro e testarda di stirpe, voglio dimostrare di sapere stare comunque sul palcoscenico. Sarebbe una pazzia fingere di non essere una De André, oltretutto è un cognome talmente bello e non ci voglio rinunciare». Ma quel cognome «è uno stimolo per ingegnarmi ad arrivare a essere riconosciuta come Alice, e non più la figlia o nipote di…».
Ma a suo nonno, pur non avendolo mai conosciuto, Alice è legatissima. Per questa ragione torna spesso a la Gallura. «Ha solo fatto in tempo ad accarezzare il pancione di mia madre.
All’Agnata ho vissuto i primi tre anni della mia vita e ci torno ogni anno perché lì sento un legame diretto col nonno. Sono venuta al mondo in un posto che lui amava come un ritiro, è come aver ereditato un addio. La vena malinconica è di famiglia. Lì respiro il più possibile l’aria del nonno, mi ci sento in contatto molto più che altrove. Così come nella casa di Portobello di Gallura dove Paolo Villaggio, Ugo Tognazzi e Walter Chiari creavano i loro personaggi col nonno».
Il padre Cristiano
Alice non ha dubbi: più difficile avere come padre Fabrizio che Cristiano, Lo dice perché «so che non è stato facile avere un genio di quel calibro come padre e avere a che fare anche col lato oscuro della genialità. Ma quando racconta del tour che fecero insieme ancora gli luccicano gli occhi. Cristiano è un musicista immenso, e un papà molto sensibile e presente…».
Papà Cristiano «mi dice che con me sarebbe stato un bravissimo nonno. Non lo saprò mai. Ognuno mette del suo, e io compongo un puzzle i cui pezzi però non si incastrano mai. Cerco allora la verità nelle sue canzoni e la trovo lì».Il suo più grande sogno? «Vorrei tanto averlo vissuto almeno per un paio di giorni…».
© Riproduzione riservata