Cronaca
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01/01/2026 14:30

Napoli, turista romano spara petardi e perde tre dita. Dimesso dall’ospedale, dà fuoco ad altri botti. Ha perso anche un occhio

Ha 24 anni. Ai medici ha detto: «Volevo festeggiare come solo a Napoli si fa». Ora rischia di perdere un occhio

di Redazione

Napoli – Aveva scelto Napoli per trascorrere il Capodanno da turista. Per assaggiarne, probabilmente, il brivido più noto: quello di una notte senza freni, tra festeggiamenti estremi e botti che trasformano le strade in un campo di battaglia. Le campagne di dissuasione, gli appelli alla prudenza, le ordinanze: nulla ha funzionato per A. B., 24 anni, residente a Roma. «Volevo festeggiare come si fa solo a Napoli», avrebbe raccontato ai sanitari dell’ospedale Vecchio Pellegrini, nel cuore del centro storico, durante il primo dei due ricoveri che hanno segnato la sua notte di San Silvestro.

Era arrivato al pronto soccorso con una mano sanguinante: l’esplosione di un grosso petardo gli aveva portato via tre dita. I medici lo avevano curato, medicato, dimesso. Una storia brutta, purtroppo simile a molte altre che si ripetono ogni anno, soprattutto nelle ore a cavallo della mezzanotte. Sembrava finita lì. Ma non lo era.

Perché il 24enne, insieme agli amici, non sembrava disposto a rinunciare all’idea di vivere fino in fondo il Capodanno “più hard” della sua vita. Con una mano fasciata, ridotta a due dita, ha deciso di continuare a sparare. La seconda volta non si è trattato di un petardo, ma probabilmente di una batteria pirotecnica di quelle che si appoggiano a terra e si accendono con una miccia. Non è chiaro se ci sia stato un malfunzionamento o se il comportamento del giovane sia stato ancora una volta imprudente. Quel che è certo è l’esito.

Un razzetto è partito dal fuoco d’artificio colpendolo in pieno volto. L’impatto è stato devastante. Il turista romano è stato accompagnato di nuovo al pronto soccorso dello stesso ospedale, questa volta in condizioni molto più gravi. Aveva un occhio fuori dall’orbita e diverse ferite al volto. È rimasto ricoverato fino a questa mattina. Quando è stato dimesso, sono stati i genitori a riportarlo a Roma, ma nel frattempo aveva perso un occhio per l’esplosione del razzo.

Una notte iniziata come una sfida al pericolo si è chiusa in corsia. E Napoli, ancora una volta, si è ritrovata a fare i conti con il bilancio più amaro di una tradizione che continua a mietere feriti, tra incoscienza, euforia e il rumore sordo dei botti che copre ogni avvertimento.