Contatti telefonici, chat, profilo social: si cerca nel giro dei contatti intimi
di Redazione
Milano – Tra testimonianze e ricostruzione di contatti telefonici e chat è in corso la ricostruzione degli ultimi giorni di vita di Aurora Livoli, la 19enne di Monte San Biagio il cui corpo è stato trovato nel cortile di un condominio a Milano. Si cerca di capire soprattutto chi abbia visto la ragazza nelle ore precedenti alla morte, e cosa facesse nel condominio di via Paolo Paruta, nel nord della metropoli lombarda.
Il cerchio si stringe intorno all’uomo che è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza entrare con lei nel condominio, e poi uscirne da solo qualche ora dopo. Per questo gli inquirenti hanno interrogato molte persone che vivono nella zona e cercato di capire dai tabulati che telefonate abbia fatto e ricevuto la giovane domenica 28 dicembre: la Procura milanese ha aperto un fascicolo per omicidio volontario.
A riconoscere Aurora dalla foto diffusa sui media sono stati i genitori, dalla cui abitazione nel pontino si era allontanata il 4 novembre: a ritrovarla invece il custode del palazzo, semisvestita, senza soldi, telefono né documenti, con ecchimosi sul viso e lividi sul collo compatibili con uno strangolamento.
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A dire di più sarà l’autopsia in programma per domani, si segue anche la pista dei social, dove però la ragazza non sembrava molto attiva: sul profilo Instagram appena due post, entrambi del maggio 2024, un suo primo piano ritoccato e il disegno di due maschere.
Sotto, decine di commenti, scritti dopo la sua morte.
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