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04/01/2026 16:31

Strage Falcone, a Report l’audio del pentito che accusa Delle Chiaie

L’audio, in esclusiva a Report questa sera alle 20.30 su Rai Tre

di Redazione

Palermo – Una voce che torna dal passato e squarcia il silenzio su una delle piste più oscure delle stragi del ’92. È la voce di Alberto Lo Cicero, collaboratore di giustizia, che racconta ad un pm il 5 giugno 2007, i sopralluoghi che Stefano Delle Chiaie, figura chiave dell’estrema destra e dei misteri italiani, avrebbe compiuto sui luoghi della strage di Capaci.
L’audio, in esclusiva a Report questa sera alle 20.30 su Rai Tre, documenta un interrogatorio condotto dal magistrato Gianfranco Donadio. Lo Cicero racconta di aver visto Delle Chiaie a Palermo nel 1992, in contatto con ambienti mafiosi, e cita l’incontro con il boss Troia. Ma soprattutto parla dei suoi colloqui con Paolo Borsellino, a cui avrebbe riferito sospetti e movimenti anomali.
Non è solo. A rispondere alle domande del pm Donadio c’è anche Maria Romeo, compagna di Lo Cicero e sorella dell’autista personale di Delle Chiaie. C’è anche il suo audio.
Eppure, oggi quella pista viene derubricata a “zero tagliato”. Così l’ha definita il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, durante la sua audizione davanti alla Commissione antimafia un mese fa. Un passaggio chiave, tanto da strappare un sorriso a Chiara Colosimo, presidente della Commissione, e a esponenti della destra come Maurizio Gasparri, che definisce quelle parole come “uno scrigno di verità”. Ma la dichiarazione di De Luca è più sfumata di quanto sembri. Dopo aver ridimensionato il ruolo di Delle Chiaie nelle stragi ( “Giudiziariamente vale zero tagliato”) aggiunge però che “sono ancora aperti filoni di indagine su tutte le principali ipotesi”, compresa “un’ulteriore pista nera che stiamo ancora approfondendo”.
Gli audio di Lo Cicero e di Maria Romeo, che Report manderà in onda questa sera, rimettono al centro un nome, quello di Stefano Delle Chiaie, e una stagione torbida in cui la mafia cercava alleati nei fantasmi del neofascismo.