Economia
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22/01/2009 10:43

10 milioni di euro per fonti di energia rinnovabile

di Redazione

I dieci milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Ambiente alle Pmi, per finanziare i progetti di ricerca finalizzati ad interventi di efficienza energetica e all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile in aree urbane, mettono in movimento le piccole e medie imprese associate che posono presentare domanda di contributo. L’associazione deve però comprendere enti pubblici di ricerca la cui quota non sia superiore al 50 per cento. I 10 milioni di euro destinati per i contribuenti alle pmi andranno a finanziare la realizzazioene di studi e progetti di ricerca nell’incremento dell’efficienza energetica e nella produzione  e utilizzo di idrogeno. I fondi andranno anche ai progetti mirati sugli usi finali e utilizzo delle fonti di energia rinnovabile, con particolare riguardo agli interventi mirati alla riduzione delle emissioni inquinanti in aree urbane.

 

Nel corso degli ultimi quattro anni gli italiani hanno dimostrato- spiega il vice presidente di Confeserfidi Giuseppe Asta- un utilizzo più consapevole delle risorse energetiche: in crescita gli accorgimenti sul rispetto ambientale e l’acquisto di elettrodomestici a basso consumo. C’è un tendenziale miglioramento dell’efficienza energetica nel sistema industriale, con l’uso di impianti di cogenerazione. Segnali positivi che spingono all’ottimismo e, nel contempo, a sostenere, come consorzio di garanzia fidi, le piccole e medie imprese interessate ai progetti relativi all’utilizzo di fonti rinnovabili. Anche in questo caso interveniamo prestando garanzie fino all’80 per cento.

 

La percentuale massima di contribuito dello Stato è pari al 50 per cento dei costi ammissibili, siano essi relativi alla ricerca industriale o allo sviluppo sperimentale. Il costo complessivo ammissibile di ogni singolo progetto presentato- aggiunge Asta- dovrà essere non inferiore ai 300 mila euro e non superiore ai 3 milioni di euro.

Le domande di ammissione al bando devono essere presentate entro il 22 maggio prossimo, presso la sede centrale del ministero dell’Ambiente”.