di Redazione
Si è tenuto ieri a Ragusa il Coldiretti Day, giornata di incontro tra i dirigenti Coldiretti ed esponenti politici iblei. Tra gli argomenti trattati nel corso dell’incontro, la crisi nel settore agricolo.
“Il problema dell’indebitamento finanziario delle aziende, derivato anche dalla contrazione degli utili e dall’aumento dei costi di produzione, è la prima e la più grave emergenza che ha assunto oggi livelli preoccupanti, tanto che gli imprenditori limitano o rinunciano agli investimenti a causa della chiusura del credito da parte delle banche, ed in alcuni casi non riescono ad affrontare neanche la normale conduzione. – spiega il Presidente del Consorzio Fidi Impresa Verde, Giovanni Carnemolla –
Le esposizioni a breve termine stanno crescendo più velocemente del medio-lungo, salgono anche le sofferenze, ormai a quota 7.2% circa. Troppo elevate rispetto alle tendenze degli ultimi 10 anni.
La mancanza di liquidità nel sistema bancario, conseguenza del momento mondiale di crisi, ha obbligato le banche a non accordare più credito, anzi, al contrario, a chiedere il rientro immediato dei crediti in ammortamento non regolare, che in passato veniva gestito in maniera più lenta.
Resta alta l’esigenza di intervenire sugli assetti gestionali e incidere sul sistema bancario per fare fronte a una emergenza di liquidità che pone a dura prova le imprese agricole. Occorre definire nuove strategie e nuove normative per favorire e ampliare l’erogazione del credito agrario alle imprese agricole. La ristrutturazione finanziaria delle imprese va presentata agli Istituti di credito per il tramite di enti che danno garanzia: Consorzi Fidi e altri fondi di garanzia come ISMEA- SGFA.
Definire principi e strategie per un credito capace di dare risposte agli agricoltori è una delle priorità fondamentali. – continua il Presidente Carnemolla –
Per il futuro delle imprese agricole l’accesso al credito, se non risolto nel breve periodo, rischia di far perdere le opportunità offerte dalla nuova programmazione 2007-2013, perdendo così una importante, forse l’ultima, occasione per il necessario e definitivo rilancio economico della nostra agricoltura.
Nell’immediato l’ agricoltura necessita anche di una urgente operazione di rivisitazione delle posizioni debitorie con scadenze a medio-lungo termine.
Proprio su questo fronte bisognerebbe intervenire per ristrutturare gli assetti debitori attuali, per evitare che l’indebitamento diventi elemento bloccante dei processi di sviluppo aziendale, in modo particolare, per consentire alle imprese agricole di liberare fonti indispensabili a cofinanziare le misure d’intervento che a partire dai prossimi mesi manderanno a regime i P.S.R.
Gli interventi in materia di aiuti di stato alle imprese (revisione delle regole del “de minimis”) devono essere presi dal Parlamento e dal Governo Nazionale per una vera politica agricola nazionale e nei confronti della Unione Europea a tutela delle nostre imprese agricole. Ma resta un concetto superato in quanto l’aiuto in conto interessi non può, da solo, sollevare la situazione delle imprese agricole che non hanno più accesso al credito .
Ne consegue, da quanto detto in precedenza, la necessità di un intervento forte e mirato verso la consolidazione delle strutture di garanzia come i Consorzi Fidi, che garantiscono le aziende e di conseguenza rassicurano le banche nell’accordare del credito ormai indispensabile alla sopravvivenza delle imprese agricole.
L’intervento più opportuno a sostegno delle imprese da parte degli enti provinciali, comunali e camerali consiste nel consolidamento dei fondi rischi dei confidi, concetto tra l’altro presentato a livello nazionale dalla finanziaria 2008 e ripreso dalla Legge Regionale n. 21 del 16-12-2008.
Stiamo attraversando una crisi straordinaria e per affrontarla servono degli interventi urgenti e straordinari.”
© Riproduzione riservata