di Redazione
Scicli – Il primo tesserato nella storia del Fai?
“Francesco Petrarca”.
Un giudizio su quest’angolo di Sicilia?
“Preservate le campagne a ridosso della Siracusa-Gela, è un paesaggio da salvaguardare. Vorrei conoscere il sindaco di Modica. La periferia della Sorda è oscena”.
Il direttore generale del Fondo Ambiente Italiano, Marco Magnifico, non ha peli sulla lingua. A Scicli per l’inaugurazione della delegazione del Fai che comprende la cittadina barocca, la fascia costiera e Pozzallo, Magnifico non delude le attese. “Sono stato a Modica nove anni fa. Sono tornato oggi, la situazione alla Sorda è peggiorata. Un’oscenità”.
Ma non siete un po’ degli scocciatori voi ambientalisti?
“Il Fai nasce da una costola di Italia Nostra, ma a differenza di altre associazioni il nostro spirito non è puramente oppositivo. Riteniamo che la società civile debba lavorare “con” e non “contro” le amministrazioni pubbliche, siano essi Comuni, Sovrintendenze e simili. Qui c’è una difficoltà. La dipendenza delle Sovrintendenze dalla Regione anziché dallo Stato centrale. E questo ha favorito abusi. La situazione della Sicilia, tuttavia, è migliore ad esempio rispetto a quella del Veneto, dove hanno distrutto definitivamente il paesaggio. E in questo la nostra posizione è di equidistanza rispetto alla politica. In Toscana il paesaggio viene distrutto dal centrosinistra, in Lombardia dal centrodestra. Sono tutti uguali, purtroppo”.
E Petrarca? Quando prese la vostra tessera?
“Quando scrisse la lettera a Cola di Rienzo, nel 1350: “Così poco a poco non solo i monumenti ma le stesse rovine se ne vanno. Così si perdono testimonianze ingenti della grandezza dei padri e voi, tana migliaia di forti, voi taceste,(…) non dico come servi ma come pecore, e lasciaste che si facesse strazio della membra della Madre comune..”
Si spieghi meglio, direttore…
“Vede, noi apparteniamo alla categoria dei cives, non siamo pecore disposte a belare, ma cittadini. Il Fai è nato una trentina d’anni fa, ma Petrarca ne aveva colto la mission con qualche anno d’anticipo”.
Cosa fare?
“Chi condivide la nostra visione della realtà sa che il bene primario da salvaguardare oggi è il paesaggio. Gli amministratori pubblici spesso commettono errori per insipienza, ignoranza, senza mala fede. Occorre che chi ha una sensibilità per i temi della preservazione delle nostre radici culturali lavori a fianco di chi ci amministra, con atteggiamento oppositivo ma costruttivo.
Bisogna imparare a essere nemici”.
Nemici di chi?
“Di quelli che vogliono metterci fretta. Fretta di arrivare da un capo all’altro dello Stretto di Messina col Ponte. Nemici di chi vuole reciderci le radici, nemici di chi non sa che il nostro compito nella vita è di lasciare il mondo un po’ meglio di come l’abbiamo ricevuto.
Le cito le parole di Dacia Maraini, che sempre mi commuovono: “Ti prego, Fai, non ti stancare”.
Ecco, speriamo di non stancarci”.

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