Economia
|
05/04/2009 00:26

Maggiore apertura al credito per le imprese agricole

di Redazione

Ragusa – La Confagricoltura provinciale chiede una chiara inversione di tendenza in un momento in cui le aziende rischiano il collasso.
“Una valutazione oggettiva – spiega il presidente Sandro Gambuzza – non più basata sulla superficie agraria, ma sulle peculiarità delle stesse imprese e sulla multifunzionalità delle aziende. Altrimenti i vecchi criteri rischiano di arrecare un danno considerevole all’economia del territorio. Il Psr, piano di sviluppo rurale, pensato e costruito tre anni orsono rischia di essere superato”.
Un atto d’accusa anche al governo nazionale.
“Nell’agenda politica del governo nazionale – aggiunge Gambuzza – l’agricoltura viene considerata come l’ultimo anello. Sembra davvero strano che si reperiscono fondi per chiunque e non si trovino risorse adeguate a sostegno delle nostre imprese”.
I prezzi dei prodotti alimentari, registrano un incremento ancora elevato, con una crescita del 3% in un anno (marzo 2009 su marzo 2008); più del doppio rispetto all’indice generale dei prezzi al consumo (+1,2%). E’ quanto evidenzia Confagricoltura, commentando i dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat. In controtendenza, prosegue il calo all’origine dei prezzi dei prodotti agricoli. Dopo la flessione del 10,9% di febbraio, rispetto al corrispondente mese del 2008, il mercato continua a presentare per molti prodotti segni di cedimento, anche di notevole entità. Tra i prodotti più sensibili, nella settimana dal 23 al 29 marzo Confagricoltura segnala le quotazioni del grano duro, che hanno registrato una flessione del 59% sul corrispondente periodo del 2008; per il frumento tenero si è raggiunto un calo del 47%. Nel settore lattiero-caseario, con riferimento allo stesso periodo 2009 su 2008, si ha una diminuzione del 20% per le quotazioni del burro e della crema di latte. In flessione intorno al 4-5% anche i prezzi di molti formaggi. Nel settore di allevamenti e carni diminuiscono di circa il 6% le quotazioni dei bovini da ristallo e di oltre il 13% quelle dei suini.