Economia
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09/05/2009 18:39

Salvare latte e stalle, Coldiretti in piazza a Ragusa

di Redazione

Ragusa – Martedì 12 maggio, in tutte le principali regioni d’Italia, decine di migliaia di allevatori in piazza per salvare le stalle italiane e i primati qualitativi e di sicurezza del Made in Italy, con una capillare “operazione verità”, per combattere la mancanza di conoscenza e le distorsioni, ma anche per sostenere acquisti al prezzo giusto per imprese e consumatori. Degustazioni, distribuzione di prodotti, consigli per gli acquisti, ma anche dimostrazioni nelle piazze e di fronte ai centri commerciali saranno al centro della grande giornata di mobilitazione degli allevatori italiani.

Se a Roma il centro della manifestazione sarà in Campidoglio, a Venezia un corteo di barche che porterà gli allevatori con i loro animali attraverso il Canal Grande a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale del Veneto. In Piemonte presidi a Torino di fronte al supermercato Carrefour ed in Lombardia a Milano davanti ai supermercati Coop ed Esselunga. Coldiretti sarà in piazza a Udine e a Pordenone dove distribuirà gratuitamente latte fresco prodotto esclusivamente in Friuli Venezia Giulia. Iniziative si svolgono anche nel Mezzogiorno in Campania a Napoli ed in Puglia a Bari, ma altre decine di appuntamenti sono fissati nei piccoli e nei grandi comuni della penisola.

In Sicilia la Coldiretti scenderà in piazza a Ragusa, provincia dove si produce oltre l’80% del latte siciliano, con presidi dinanzi ai principali centri commerciali, nel corso dei quali saranno effettuate operazioni di sensibilizzazione ed informazione dei consumatori, attraverso azioni di volantinaggio e la distribuzione di latte ragusano da parte delle cooperative locali.

Al centro dell’iniziativa la mancanza di trasparenza nella vendita dei prodotti degli allevamenti italiani con la grande distribuzione commerciale che gioca sull’ambiguità dell’informazione fa business a danno delle imprese e dei consumatori. E’ necessario rendere obbligatorio indicare in etichetta la provenienza dei prodotti alimentari venduti sugli scaffali già in vigore per la carne bovina e per quella di pollo, ma che manca ancora per la carne di maiale,  il latte a lunga conservazione i salumi e i formaggi non a denominazione di origine, come previsto dalle iniziative di legge del Parlamento e del Governo.

E’ inoltre fondamentale trovare urgentemente una intesa all’interno della filiera per la fissazione di un prezzo del latte certo e remunerativo per le aziende zootecniche siciliane, che oggi non riescono più a coprire i costi di produzione e che stanno oramai da mesi vivendo condizioni di grave difficoltà che rischiano di comprometterne definitivamente il futuro, con gravissime ripercussioni sull’economia ragusana e con grandi rischi per la sicurezza alimentare dei consumatori.

Già oggi in Italia si importano oltre 86.000.000 di quintali di latte, di cui oltre 33 milioni di quintali sotto forma di formaggi e semi-lavorati che invadono il mercato italiano privi di ogni indicazione d’origine ed il cui ciclo di lavorazione viene ultimato in Italia divenendo apparentemente prodotto nazionale.

Una mozzarella su due non è prodotta con latte italiano ed una su quattro è prodotta con cagliata (e non con latte fresco) proveniente dall’estero.

Ed in Sicilia l’importazione di latte è pari a 1.987.620 quintali di latte, superiore alla produzione regionale di 1.733.000 quintali, mentre oltre 4.500.000 di litri di latte UHT invade il mercato isolano.

I consumatori continuano ad essere ingannati dall’Industria e dalla Grande Distribuzione Organizzata attraverso messaggi pubblicitari poco trasparenti che, usando immagini e nomi che richiamano il nostro territorio, lasciano intendere che il latte ed i prodotti caseari provengano dagli allevamenti  e dalle aziende locali.

La Coldiretti intende denunciare questi inganni e chiede regole di mercato trasparenti per garantire agli allevatori una equa remunerazione ed ai consumatori una corretta informazione e la necessaria garanzia di sicurezza alimentare.