Attualità
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16/09/2007 00:00

Discarica, si convochi la conferenza dei sindaci

di Redazione

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La conferenza provinciale dei sindaci si riunisca per affrontare la questione dei rifiuti nel territorio ibleo. E’ la richiesta che viene fatta dal consiglio comunale di Scicli dopo l’assemblea sulla discarica tenutasi nell’aula consiliare sabato pomeriggio.
All’ordine del giorno della conferenza dovrebbero esserci due temi, secondo i consiglieri sciclitani: la mancata attuazione del piano regionale dei rifiuti, e le prospettive del piano provinciale dei rifiuti. Tradotto: far partire la raccolta differenziata.
Chiesto anche che la discarica di Cava dei Modicani di Ragusa dentri anch’essa, dopo Scicli e Vittoria, nella gestione dell’Ato.
A Scicli fanno poco presa i dibattiti avviati nella città della Contea circa la realizzazione di una nuova discarica nel territorio, dato che la legge impedisce la creazione di nuove discariche. Preoccupa invece la circostanza che il 65% del fatturato (circa sedici milioni di euro, se si conteggiano interessi, decreti ingiuntivi e pignoramenti) per il conferimento in discarica, in quanto quota destinato al cosiddetto “post mortem” della discarica, ovvero alla sua bonifica, dovrà essere devoluto da Scicli all’Ato Ambiente. Quando Scicli riuscirà a esigere il credito.
E su questo fronte la polemica impazza, tra pareri legali contrastanti. Il sindaco Falla denuncia come il piano di rientro deciso in Prefettura il 30 giugno non è stato poi firmato dai tre comuni conferitori, Modica rivendica di aver pagato la prima rata di 275 mila euro, vantando di aver pagato ulteriori 25 mila euro, e con ciò assumendo un atteggiamento concludente, che equivale alla firma del piano di rientro. Ma a Scicli sostengono che tali somme possano essere computate nei conteggi precedenti, dato che il piano di rientro non è stato materialmente firmato. E se Modica rivendica l’impossibilità di aggredire le sue proprietà sulla scorta del Codice Urbani, e del fatto che gli immobili che hanno oltre cinquanta anni entrano a far parte del patrimonio storico, da Scicli si obietta che il consiglio comunale ha dichiarato tali beni alienabili. In questo senso, il precedente del Cinema Italia, del Convento del Carmine e di palazzo Spadaro, che furono oggetto di una richiesta di pignoramento un paio di anni fa da parte di un creditore del Comune di Scicli, non sarebbe calzante.
Scicli pare aver rinunciato invece al pignoramento presso terzi, ovvero presso la banca tesoriera del Comune di Modica. A parte gli stipendi e le somme che ogni sei mesi con delibera di giunta vengono dichiarate impignorabili, le casse medicane sono sempre in rosso.