Economia
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02/11/2009 09:52

La voglia di fare impresa deve essere più forte della crisi

di Leuccio Emmolo

Ogni giorno che passa è una montagna da scalare per le imprese siciliane che si misurano con la crisi economico-finanziaria nazionale e internazionale. In queste condizioni le generazioni più giovani  perdono la voglia e l’entusiasmo per gettarsi nella mischia e intraprendere una carriera inprenditoriale.

Il rischio lo sottolinea anche il vice presidente di Confeserfidi Pino Asta che cerca di scongiurarlo attraverso l’azione che il confidi (primo in Sicilia per numero di garanzia prestate alle imprese) svolge nel territorio. “Dico sempre ai nostri associati-afferma Asta- , ai quali costantemente mandiamo delle note informative sulle iniziative di sostegno e agevolazioni nell’accesso al credito, di guardare avanti senza tentennamenti: del resto c’è tanta nebulosità anche intorno alle grandi realtà industriali. Primo o poi si deve pur uscire dal tunnel della crisi”.

Asta si sofferma sui rapporti, non sempre sereni tra banca e impresa. “Gli istituti di credito-rileva Mililli- sono diventati più selettivi, non sempre si riecse ad ottenere risposte alle proprie necessità di denaro. Al di là dell’impegno diretto del confidi, pare che qualcosa si stia muovendo a cominciare dalle convenzioni che stiamo concludendo con diversi Comuni dell’isola, in favore delle micro imprese del territorio”.

Asta torna a parlare dei giovani  e delle loro prospettive imprenditoriali. “Si rischia l’estinzione di imprenditori- spiega Asta-, un salto epocale ancora più grave  se consideriamo che all’estero il tasso dei giovani imprenditori è in aumento. Devono poter contare su strumenti di finanza efficaci. Sono tante le traversie per molti trentenni che decidono di continuare l’attività aziendale di famiglia o di crearne una nuova, in assenza di sbocchi occupazionali.

Spesso questi giovani/adulti si trovano da soli, senza una guida esperta, ad affrontare ostacoli (sul piano organizzativo, economico e finanziario) che appaiono insormontabili. Assistiamo da una parte ad un accresciuto interesse degli under 30, diplomati o laureati, a “fare” impresa, dall’altra alla difficoltà materiale di imbastire un progetto solido e produttivo in assenza di un consistente flusso di denaro.

La politica di appoggio messa in campo del governo centrale per gli aspiranti imprenditori, da sola non è bastevole a far reggere in piedi un progetto di ‘giovane impresa’ per essere competitiva sul mercato e crescere. Gli strumenti di sostegno per l’avvio di attività imprenditoriali, messi a disposizione dall’Europa e dalle leggi nazionali sono, comunque, una molla indispensabile.

Per i neo imprenditori c’è l’esigenza di usufruire di agevolazioni finanziarie ed immediata disponibilità di denaro. Le banche, i confidi devono sostenere gli investimenti immobiliari e produttivi, il miglioramento della struttura patrimoniale con interventi finanziari ad hoc. Il nostro confidi, in tutto questo, interviene con calibrate forme di finanziamento, servizi di consulenza, leasing strumentale e immobiliare.  Confeserfidi per le imprese in start up-conclude Asta- ha predisposto alcune importanti misure di sostegno, favorendo l’accesso al credito bancario grazie alle garanzie prestate fino all’80%. Anche il tasso è particolarmente vantaggioso per queste nuove realtà, le quali sono assistite in tutto l’iter di concessione dei crediti, consigliandole pure nelle scelte finanziarie e gestionali”.