di Redazione
Vertenza netturbini risolta a metà. La ditta Busso, aggiudicataria della trattativa privata per la raccolta dei rifiuti nella fascia costiera di Scicli, assumerà quattro o cinque degli otto operai in servizio presso la ditta Puccia, che sino a pochi giorni fa ha garantito il servizio. Il discrimine tra quanti beneficeranno del trasferimento da una ditta a un’altra e quanti invece perderanno il lavoro è l’ingaggio. Quanti in questi mesi hanno avuto un contratto di lavoro sancito da un ingaggio secondo cui gli stessi erano impiegati come operatori ecologici lungo la fascia trasformata di Scicli beneficeranno del trasferimento. La ditta Busso ha annunciato che non ha alcuna intenzione di assumere personale che non fosse destinato a tali mansioni stando all’ingaggio. L’obbligo del trasferimento del personale era stato sancito dal capitolato d’appalto della trattativa privata, il cui importo a base d’asta era di 140 mila euro. Busso ha praticato un ribasso del 40%, vincendo la gara, mentre la ditta Puccia, aggiudicataria dell’appalto precedente, si è classificata terza.
In mezzo c’è anche un ricorso al Tar vinto dalla ditta Busso contro la ditta Puccia per l’appalto cessato qualche giorno fa, appalto in cui il subentro di Busso non era stato possibile a causa del fatto che Busso aveva creato un’Associazione Temporanea d’Impresa con un’altra società.
In questo gioco di carte bollate, le tensioni tra i lavoratori sono state elevate. Da un lato i dipendenti della ditta Puccia, in attesa di conferme, e dall’altra gli aspiranti dipendenti della ditta Busso, che speravano in un’assunzione. Ora la decisione salomonica, ratificata dalle due ditte presso l’ufficio ecologia del Comune, di riconoscere l’interesse legittimo del trasferimento solo degli operai ingaggiati in precedenza per essere destinati al servizio di raccolta dei rifiuti nella fascia costiera.
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