di Leuccio Emmolo
“Gli artigiani, i piccoli imprenditori ed i loro dipendenti sono stati in questi mesi di crisi, come delle piccole api operaie che, a dispetto di un’accentuata pressione fiscale e pesante burocrazia, hanno resistito. Tanto sudore e sacrifici, ma anche una convinzione ferma nei valori aziendali e familiari che li hanno sostenuti a continuare ed a tenere con se la propria manodopera. Ora occorre intervenire per accelerare la ripresa. Molte imprese chiedono a viva voce di essere aiutati concretamente. Ognuno deve fare la propria parte fino in fondo mi riferisco in modo particolare alla politica e alle banche che devono sostenere sempre con più forza le Pmi nell’accesso al credito”
Mililli parla della funzione delle piccole imprese in Sicilia. “Il ruolo delle Pmi non solo in Sicilia ma nell’intero paese Italia è stato fondamentale, rappresentano sempre la leva per lo sviluppo economico italiano. Per anni la nazione ha abbracciato la cultura, tutta anglosassone, che si potesse fare a meno delle attività fondamentali per sviluppare economia e ricchezza”.
Com’è possibile uscire dalla crisi? “Sostenere la nostra economia reale, fatta di persone, lavoro fatica e territorio; un’economia che ha costruito il Paese portandolo dal periodo del dopoguerra a diventare la settima potenza del mondo industriale. Questa la dice lunga sulla capacità di fare impresa degli italiani. E’ proprio questo modo di fare che tiene in piede il paese, perciò bisogna riconoscergli valore e rimuovere gli ostacoli che minano lo sviluppo. E’ necessario dare segnali concreti a chi ha fatto sacrifici che attendono con ansia la rimozione degli ostacoli”.
Cosa serve alle Pmi in questo momento? “Chi governa – afferma Mililli- deve rimuovere quanto frena queste straordinarie imprese nel loro sviluppo. La cosa più limitante è l’enorme fardello burocratico che costa qualche miliardo di euro alle imprese e che ha bloccato per bene due anni i contributi della comunità europea e quelli regionali nella nostra isola.”. Mililli chiude l’intervento rilevando che “ Quella siciliana è un’economia solida ed è un punto di riferimento per le altre zone più deboli, un modello che va valorizzato e sviluppato”.
Cosa possono fare i confidi per aiutare le imprese in questa fase di criticità?
“Le banche ed i confidi- dice Mililli- devono accompagnare, come detto in altre occasioni- le piccole e medie imprese innanzitutto perché è nel loro interesse. Servono progetti che coinvolgono banche, Confidi ed imprese con un obiettivo di lavoro comune anticrisi. La federazione che raccoglie i confidi siciliani – ASSOCONFIDI – sta lavorando a forme di prestiti da proporre alla Regione. È necessario che questi tre soggetti che operano sul territorio collaborino insieme, stipulino al più presto patti operativi per condividere e fronteggiare i rischi della crisi, e fare ripartire l’economia al più presto”
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