di Giorgio Caruso

Modica – Una “macchina del tempo” che riporta ad un passato lontano che Modica preserva ancora nel suo cuore, e non soltanto a livello emozionale. L’ “attrazione” che trasporterà i visitatori indietro di parecchi decenni, è il parco archeologico di Santa Lucia, che sarà inaugurato oggi alle 18. Grotte, siti, architettura domestica di roccia. Sembra Cava Ispica, ma in realtà ne è il “figlio”, stando ai tempi. ”Non si tratta di un parco dei divertimenti ma di un luogo dove è iniziata la storia della città – ha commentato il sindaco Antonello Buscema, ieri mattina, nel corso del sopralluogo finale prima dell’inaugurazione -. Ne sono testimonianza le grotte, le cisterne che presumono l’esistenza di una comunità che visse in questi luoghi. Sarà interessante per i nostri giovani scoprire, attraverso i pannelli sistemati a cura della Soprintendenza di Ragusa che ringrazio, la genesi urbanistica di Modica e come si è sviluppata in quei tempi. Una sorta di aula didattica all’aperto che invito a visitare”. Il sito, che si trova immerso nel quartiere Francavilla, abbarbicato tra Modica Bassa e Modica Alta, e già scenario, qualche anno fa, di un presepe vivente, risale all’XI secolo, ma le grotte sono state abitate sino alla metà del 1800. “Lo testimoniano – spiega Annamaria Sammito della Soprintendenza di Ragusa – le due cisterne, interamente ripulite e la forma stessa delle grotte che negli anni hanno subito delle trasformazioni. Vivere in grotta non era un tempo una forma di degrado – continua -: queste venivano comprate per abitarvi e trasformate successivamente con ingressi ricostruiti con opere edilizie che il tempo ha poi fatto diventare case ed appartamenti nel cui retro, in molti siti, come ad esempio Cartellone e Santa Venera, c’è sempre un grotta, una volta sede dell’alcova, e degli anfratti ricavati per uso ripostiglio, e per accudire animali o farne deposito. Logico che la gente più umile e meno abbiente abitò le grotte sino alla fine. Ma nella metà del ‘600 – ricorda ancora Annamaria Sammito – ci fu un revival per le grotte trasformate in chiese per dimostrare l’antichità della fede cristiana”. A pochi passi dal parco di Santa Lucia, sorge infatti la chiesa rupestre di San Filippo e ancora più in alto il cimitero vecchio della città di via Loreto Gallinara. Di fronte San Giuseppe Timpuni, la cui area rimodulata sarà inaugurata tra qualche settimana, e poi ancora nel territorio del parco, le chiese di San Rocco e di Santa Maria della Provvidenza. “Il progetto risale al 2006 – commenta l’ingegnere Ferdinando Romano – e i lavori sono iniziati nel gennaio del 2008 e si sono conclusi nel marzo di quest’anno, dopo una sosta per consentire una perizia di variante”.
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