di Redazione
Santa Croce Camerina – L’istituzione del Parco degli Iblei non deve segnare lo stop allo sviluppo economico e turistico dei nostri altipiani e del nostro territorio. Il sindaco di Santa Croce Camerina, Lucio Schembari, si mostra molto preoccupato rispetto alle previsioni del parco che nei fatti, con una serie di vincoli e di indicazioni, andrebbe a bloccare le ipotesi di sviluppo finora portate avanti.
“Non esito a mostrare la più forte preoccupazione rispetto a questa problematica – spiega il sindaco Lucio Schembari – in quanto l’istituzione del parco, senza concordare la sua fase attuativa, rischierebbe di andare a compromettere il futuro sviluppo nelle nostre campagne, negli altipiani e lungo la stessa fascia costiera. Credo piuttosto che sia più utile andare ad interagire fin da adesso nelle zone dove già esistono i vincoli, come l’area dell’Irminio o le aree dove opera la Forestale, ma non si può certo pensare di impedire anche alla semplice impresa agricola di poter realizzare un capannone a beneficio della sua attività. Non è un territorio ingessato quello a cui aspiriamo e non vogliamo certo che il Parco degli Iblei trasformi così la provincia di Ragusa. Per questo motivo mi auguro che se ne possa discutere all’interno di una riunione della conferenza dei sindaci. In questo senso ho già sollecitato i miei colleghi”.
Il no del sindaco di Ragusa
asquale imbraccia il fucile e, alzo zero, torna a sparare contro l’area protetta che dovrà inglobare una fetta del territorio ragusano, un’altra di quello etneo e, infine, una grossa area di quella siracusana (costituirà il 60% del parco). In pratica, i monti Iblei, nel loro insieme, diventano un parco protetto. Un comitato ci ha lavorato per anni con l’obiettivo di valorizzare questo territorio, scontrandosi, però, con agricoltori e allevatori che si sono subito opposti ed anche con la Regione, che, all’indomani dell’approvazione, ha protestato con Roma e poi impugnato il provvedimento al Tar.
Questo stato di cose ha, di fatto, tenuto bloccata l’istituzione del parco fino a qualche mese fa. Il no del Tar al ricorso della Regione e il parere della Corte Costituzionale che ha sancito la facoltà dello Stato di istituire parchi anche nelle regioni a statuto speciale come la Sicilia, adesso, sta facendo riavviare il discorso.
Il sindaco Nello Dipasquale, oppositore del parco sin da quando se n’è cominciato a parlare, ha deciso di ribadire il proprio no in modo fermo. Ed ha deciso di esternare il proprio pensiero perché «ho colto un certo movimento che, sottotraccia, sta cercando di riportare in vita questo discorso. So di riunioni al ministero e iniziative che tendono a far sì che il Parco degli Iblei torni d’attualità». Ed allora riecco il no. Dipasquale, esprimendo la propria preoccupazione «sugli effetti negativi che porterebbe al territorio ragusano la realizzazione del Parco», ribadisce che questo «comprometterebbe lo sviluppo del comparto agricolo e zootecnico, il settore della serricoltura e potrebbe mettere in discussione il futuro delle piccole e medie imprese commerciali ed artigianali».
Dipasquale invita tutti «a non dimenticare qual è la vocazione del nostro territorio». Ed il Parco, secondo il primo cittadino, finirebbe con il compromettere proprio questa vocazione. «A cosa serve – si chiede ancora Dipasquale – il Parco degli Iblei quando esistono già delle aree protette come quelle demaniali e forestali, come l’oasi del fiume Irminio, la zona dei Pini d’Aleppo». Il parco, per Dipasquale, è, di conseguenza, inutile perché già le aree protette istituite nella provincia iblea «non possono essere fruite dalla collettività».
Il sindaco lancia un’altra proposta: «E’ necessario muoversi per rendere fruibili queste aree protette. Creiamo un gruppo di lavoro chi si occupi di sensibilizzare chi di dovere, affinché si possano valorizzare queste zone, già individuate, del nostro territorio che vale la pena di salvaguardare e far conoscere». Ma non solo. Dipasquale ritiene che sia arrivato il momento di ottenere «i soldi per rendere fruibili le nostre aree». Altro che parco, che, spiega, «non avrà soldi, non ne otterrà, ma in compenso metterà in difficoltà il tessuto economico, agricolo e zootenico, della nostra provincia».
Il Parco degli Iblei venne istituito con la finanziaria 2008, che ha stanziato 250 mila euro per le procedure di avvio del parco. L’approvazione definitiva è avvenuta il 23 novembre 2007 alla Camera (il Senato si era espresso il 26 ottobre 2007). Il comitato promotore del Parco, composto in massima parte da ambientalisti, ha salutato la notizia con toni entusiastici, scontrandosi, però, subito con la Regione, che non ha gradito l’intromissione statale in un terreno di competenza siciliana. Da qui la protesta con Roma e il ricorso al Tar, che, nel febbraio scorso, ha rigettato il ricorso, dopo aver acquisito il parere della Corte Costituzionale, che, nel mese di gennaio, aveva sostenuto che lo Stato può intervenire anche in regioni a statuto speciale, istituendo anche dei parchi.
Nel frattempo, comitati contrari al parco sono sorti nei territori interessati. Questi sono composti, in massima parte, da agricoltori e allevatori che temono per il futuro delle loro aziende. In pratica, il concetto ripreso adesso dal sindaco Dipasquale.
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