Cultura
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06/01/2010 21:39

In morte di Beniamino Placido

Nel ricordo di Peppe Savà

di Giuseppe Savà

Roma – Incontrai Beniamino Placido in viale Libia, o forse si chiama viale Eritrea, con le borse della spesa in mano. Era il 1997 e quando lo riconobbi, curvo sotto il peso della sporta, mi si illuminò il viso.

Lui rimase sorpreso nel vedere lo sguardo innamorato di questo giovane. Sono cresciuto leggendo Beniamino Placido, biblista, ebraista, grande conoscitore di letteratura inglese, critico televisivo. Avevo tredici anni e leggevo i suoi “A parer mio” su Repubblica imparando che il mestiere di giornalista non si fa scrivendo articoli, ma leggendo. Leggendo libri, i classici, occupandosi e divorando tutto ciò che la cultura ha prodotto. Anche le cose più lontane da quelle che afferiscono alla cronaca quotidiana.

Arrivai a vedere anche un film di Sergio Staino in cui Beniamino faceva la comparsa.

“Cavalli si nasce“, si intitolava il film.

Lo accomapagnai tenendolo a distanza sino a scoprire la sua casa. Non ebbi il coraggio di offrirmi per portargli quei sacchi di roba.

 

Abitava in via delle Isole, al quartiere africano.

L’anno successivo scoprii che intratteneva una bella amicizia con Pino Aprile, teologo sciclitano, editor della Piemme.

E mi fece piacere sapere che anche Pippo Baudo fece la stessa magra figura mia.

Abitava ai Parioli e scoprì un giorno che il grande critico televisivo risiedeva dietro casa sua. Si incrociarono e Baudo non ebbe l’ardire di salutare per primo.

Anche Placido non salutò, per timidezza: pensava che Baudo non lo riconoscesse.

Fecero tutti e due la stessa “pensata”: decisero, ognuro ignaro di ciò che stava facendo l’altro, di fare il giro dell’isolato e di vedere se per caso fossero vicini di casa.

Placido ai tempi riservava articoli sapidi e tranchant ai Fantastico 5,6,7 di Baudo.

Si incontrarono dall’altra parte dell’isolato, a centottanta gradi, a spiarsi l’un l’altro.

Capirono, entrambi, di aver fatto la magra figura dello spione.

Scoppiarono a ridere e si salutarono.

 

addio Beniamino, maestro di giornalismo.

 

                                             Giuseppe Savà