Attualità
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26/01/2010 12:18

Il presidente Giovanni Mauro pronto a dimettersi

"Non sono un vigliacco che abbandona la nave, ma sono un uomo di onore"

di Giornale Di Sicilia

Ragusa – «Le mie dimissioni non sono protocollate, ma sono nella disponibilità della politica e di tutti quei partiti, Mpa in primis, che hanno avuto modo di dire certe cose non portando una proposta per salvare l’Università.
Non sono un vigliacco che abbandona la nave, ma sono un uomo di onore e quindi c’è la promessa che quando la politica vuole mi faccio da parte». Il presidente del Consorzio Universitario, Giovanni Mauro, è un fiume in piena rispetto agli accadimenti degli ultimi giorni.

«Rimango senza parole quando vedo rappresentanti istituzionali che litigano e perdono tempo – dice Mauro – per decidere se il Cda deve essere mandato a casa otto giorni prima della scadenza naturale o due mesi prima. Questo è stato il leit-motiv dell’approvazione dello statuto. Resto senza parole quando Moltisanti, uomo vicino all’onorevole Leontini, si batte perchè il Cda doveva finire prima il suo mandato.

Allora dico che l’onorevole Leontini dal mese di luglio scorso che non partecipa alla vita del Consorzio e non presenta le dimissioni. È lo stesso Leontini che ha rifiutato di assumere la presidenza. Oggi – aggiunge Mauro – credo che le emergenze siano altre. I deputati dovrebbero impegnarsi a fare arrivare i soldi al Consorzio. Solo il Pdl Sicilia alla Provincia è stato coerente con i proclami fatti».

Il presidente mostra il decreto della Regione che assegna un milione e 88mila euro a Ragusa. «Il Comune di Ragusa ci deve ancora 750.000 euro che sommati a quelli della Regione fanno oltre un milione e 800mila euro. Siamo inadempienti nei confronti dell’Università di 900.000 euro e l’Ateneo ha risolto le convenzioni a far data dal 7 gennaio. Catania chiede di più, ma il debito di Agraria scade a febbraio.

Per mancanza di liquidità siamo costretti ad inoltare ricorsi con l’articolo 700 (procedura d’urgenza o al Tar)». Ed intanto ieri pomeriggio è stato approvato in Senato Accademico il piano formativo dell’Ateneo di Catania che dovrà essere inoltrato in base al decreto 270 al ministero entro il 31 gennaio. Un piano che non prevede sedi e che è diverso dal Manifesto degli Studi. Esiste, quindi, ancora la possibilità per salvare l’Università a Ragusa.

Perchè le Facoltà hanno previsto i corsi di laurea in «Ambienti tropicali e subtropicali» e in «Lingue e Letterature euroamericane ed orientali», oltre al corso di laurea in Giurisprudenza. «Serve – conclude Mauro – che i soci del Consorzio (consigli comunali e provinciale), approvino la nuova convenzione, che prevede un impegno di 5 milioni e mezzo per tre corsi, ma con il 90% delle tasse universitarie che resta a Ragusa».