"I distretti culturali dovranno avere almeno 200 mila abitanti e 7500 posti letto"
di Redazione

Palermo – Nessun margine di trattativa per il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, che ha sempre maldigerito il Distretto culturale del SudEst.
L’assessore regionale al turismo Nino Strano è stato chiaro nell’incontro preparatorio alla Bit di Milano tenutosi stamani a Palermo.
“I distretti culturali dovranno avere almeno 200 mila abitanti e 7500 posti letto. Farà eccezione solo Enna, rispetto a cui cuciremo un distretto ad hoc, più piccolo, che comprenderà Caltagirone e Piazza Armerina”.
Il sindaco Dipasquale ha sempre mal sopportato il Distretto del SudEst, di cui è stato presidente prima il modicano Piero Torchi poi il calatino Pignataro.
Ma Strano è stato chiaro: nessun margine per il capoluogo ibleo di farsi un proprio distretto con Ragusa capofila.
L’on. Ammatuna chiede l’istituzione di un tavolo tecnico per la costituzione del Distretto Turistico della provincia di Ragusa
Dopo il parere favorevole sui criteri di riconoscimento dei Distretti Turistici, espresso in data 26 gennaio della IV Commissione legislativa all’Ars, con una nota, inviata al Presidente della Provincia Regionale di Ragusa, l’on. Roberto Ammatuna sollecita l’istituzione di un tavolo tecnico per avviare la nascita del Distretto di Ragusa. Di seguito il testo integrale della nota:
“Ho il piacere di comunicarti che la IV Commissione legislativa all’Assemblea Regionale Siciliana, della quale sono vicepresidente, ha espresso in data 26 gennaio c.a. parere favorevole sui criteri di riconoscimento dei Distretti Turistici previsti dall’art. 7 della legge regionale 15 settembre 2005 n. 10. I suddetti criteri si attagliano, non casualmente, in maniera perfetta alla realtà turistica della provincia di Ragusa, tant’è che prevedono per il riconoscimento di un Distretto Turistico i seguenti requisiti minimi: una consistenza demografica di almeno 200.000 abitanti; una capacità ricettiva pari ad almeno 7.500 posti letto complessivi; la presenza di almeno un esercizio commerciale ogni 350 abitanti; la presenza di infrastrutture culturali materiali ed immateriali; una aggregazione territoriale di almeno 12 comuni.
Come ben vedi la provincia di Ragusa, che possiede già al suo interno i requisiti necessari per il riconoscimento, può avviare in autonomia l’iter, senza dover ricorrere ad accorpamenti interprovinciali ai quali sono costretti altre realtà territoriali. A breve l’Assessore regionale per il turismo, avendo già acquisito il parere favorevole della IV Commissione legislativa dell’Ars, renderà pubblici con proprio decreto i criteri e le modalità per il riconoscimento dei Distretti Turistici. La possibilità di poter fruire dei finanziamenti previsti dai bandi europei per il comparto turistico mi spingono a sollecitarti, data la competenza comprensoriale della Provincia Regionale, l’istituzione di un tavolo tecnico che comprenda i rappresentanti istituzionali del territorio e gli operatori privati del settore, al fine di definire in tempi rapidi un piano di sviluppo turistico della provincia di Ragusa. Certo della tua attenzione per argomenti di importanza fondamentale per il territorio, rimango in attesa di una tua risposta.
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