Attualità
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29/01/2010 16:01

L’uccellino che bussa e chiede da mangiare

Come si suole dire, gli manca solo la parola

di Telenova

Ragusa – Alla simpatica taccola, dolce e invadente che vive nel quartiere di via Stesicoro e via Carducci, manca solo la parola. Ma nonostante non parli nel codice degli esseri umani, il piccolo uccello nero, immortalato in questa foto scattata da una maestra col suo telefonino, sa farsi perfettamente capire dalle persone, usando il becco, gli occhi, e le sue zampette leste.

Di mattina, infatti, questo volatile, quando non trova cibo in giro per la città, bussa sui vetri delle scuole della zona, con un ticchettio insistente e paziente che non lascia dubbi a chi lo vede: la taccola vuole da mangiare.

Ed ecco che la maestra di turno, o lo studente che risponde alla richiesta del volatile, subito provvede ad aprire la finestra e a rendergli le molliche quotidiane.

“E’ accaduto mercoledì, ma poi ho saputo dalle bidelle che questo uccellino è ormai conosciuto nel quartiere, va anche nelle altre scuole di via Stesicoro”, racconta una maestra della scuola materna di via Carducci, “ero in classe ed io e i miei alunni abbiamo sentito bussare al vetro, un picchettio leggero e costante. Alla fine mi sono alzata dalla sedia e con grande sorpresa, ho visto che era la taccola che bussava sul vetro”.

Inutile dire che adesso l’uccellino ha un nome, perché gli alunni che mercoledì l’hanno visto bussare e poi, mangiare le molliche di pane, lo hanno battezzato “Nero”. Il volatile è rimasto sul davanzale della finestra per un quarto d’ora, ingerendo dal suo versatile becco tutte le mollichine del pasto quotidiano.

Adesso la leggenda di “Nero”, la dolce e invadente taccola che chiede cibo alle maestre delle scuole del quartiere, è diventata anche oggetto di un racconto, che qualche insegnante narra ai piccoli allievi della scuola del plesso ex Omni. E se si chiede ai piccoli che conoscono Nero, se il volatile parla, c’è sempre un bimbo disposto a giurare di sì.

Nero parla, eccome, se parla.