L'Ato ambiente di Ragusa che si fa scudo della propria natura societaria per negare atti
di Gazzettadelsud

Ragusa – Le strade della politica si sono rivelate senza sbocco. Per esercitare le proprie prerogative di controllo, ai consiglieri comunali del Partito democratico (Antonio Calabrese, Riccardo Schininà e Giovanni Lauretta) non rimane altro che la Procura.
Il muro di gomma su cui sono ancora una volta rimbalzati è l’Ato ambiente di Ragusa che si fa scudo della propria natura societaria per negare atti su procedure e determinazioni che sono, comunque, realizzate e finanziate con il denaro dei cittadini.
Nessuna risposta hanno avuto, in passato, gli atti ispettivi riguardanti la mancata riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione o, più di recente, le assunzioni effettuate dallo stesso consiglio di amministrazione e le procedure seguite per la selezione del personale.
Secondo quanto riferito ai tre consiglieri dal dirigente del settore Ambiente del comune, il presidente di Ato ambiente, Gianni Vindigni, non ha ritenuto opportuno rispondere agli interrogativi che erano stati posti dal comune (che è il maggiore azionista della società dei rifiuti) e, così, si è negata ai rappresentanti dei cittadini la possibilità di aprire uno squarcio di luce su una vicenda, assai delicata, come quella delle assunzioni.
I tre consiglieri del Pd, che ritengono la risposta fornita dal dirigente «inutile e offensiva», si chiedono perché il sindaco taccia e avalli queste situazioni, pur rappresentando il socio di maggioranza all’interno dell’Ato.
«Per questo e altro – incalzano Giuseppe Calabrese, Riccardo Schininà e Gianni Lauretta – ora diciamo basta. Stavolta chiediamo di essere ascoltati dal procuratore di Ragusa su questa e altre questioni che riguardano assunzioni nelle cooperative che gestiscono i cimiteri di Ragusa, fatturazioni particolari, altre interrogazioni che non hanno mai avuto risposte su consulenze poco chiare o incarichi vari, sull’impiantistica pubblicitaria, sui piani di recupero, sull’illuminazione cimiteriale e altro».
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