Cultura
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03/02/2010 19:46

Fare Birdwatching, guardare gli uccelli, a Vendicari

L'hobby dell'osservazione e lo studio degli uccelli

di Redazione





















Noto – La Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari si trova all’estremo sud della Sicilia orientale, e precisamente tra Noto e Marzamemi: è la più meridionale oasi faunistica d’Europa.

 

L’oasi di Vendicari rappresenta un giacimento culturale di inestimabile valore, sia storico, per le numerose aree archeologiche che spaziano dal periodo greco al XIX secolo, sia etno-antropologico, poiché la tonnara è frutto di una cultura secolare, sia scientifico ambientale, per l’elevatissima diversità biotica.

 

 

Quando si arriva a Vendicari il mare avvolge in un magico abbraccio: è qui che il mediterraneo si manifesta in tutta la sua bellezza e varietà di forme e colori non comuni.

 

Le acque del mediterraneo hanno un’alta percentuale di evaporazione e sono mediamente più salate e dense di quelle dell’atlantico poiché l’acqua di quest’ultimo fluisce nel primo alla velocità di circa 4 Km l’ora e a una profondità fra i 75 e i 300 m cosicché l’acqua, evaporando, diventa più salata e sprofonda, immettendosi nuovamente nell’atlantico. Il mediterraneo, per rinnovarsi completamente, impiega almeno 80 anni.

 

Il risultato di questo sistema chiuso è la scarsità di plancton,ne deriva quindi da un lato, che la vita di questo mare è più semplificata e meno ricca rispetto agli altri, dall’altro, le acque del mediterraneo acquistano la loro conclamata scintillante trasparenza.

 

La catena alimentare di questo mare, pertanto, è molto rigida, favorita solo dalle praterie di Posidonia. Il visitatore vedendola sulla spiaggia potrebbe supporre si tratti di un’alga , al contrario, la Posidonia è una pianta terrestre che è ritornata al mare. Le pallottole aggrovigliate che numerose si depositano sulla spiaggia di Vendicari sono i tessuti fibrosi che si formano alla base del rizoma della Posidonia cui l’azione del vento e delle onde conferisce questa forma detta “ Ega grophila”.

 

La riserva di Vendicari si trova ad una latitudine più bassa di quella di Tunisi, questo fazzoletto di terra d’Africa è stato salvato dalle mani di speculatori grazie a pochi e impavidi naturalisti che, ben consci dell’immane danno che si sarebbe arrecato industrializzando anche Vendicari, non si sono mai arresi alla logica del progresso a qualunque costo.

 

Oggi Vendicari è una Riserva Naturale Orientata definita da studiosi e appassionati “l’albergo degli uccelli” perché ne accoglie ogni anno migliaia che, prima di spiccare il volo verso le coste africane, qui sostano per rifocillarsi, e non solo… Vi sono 280 specie su 400 presenti in Italia di cui 60 nidificanti. E’ il luogo ideale per indimenticabili spedizioni di birdwatching.

 

Vendicari non ha particolari asperità, la visita e il trekking quindi sono molto agevoli lungo il sentiero ben tenuto che ne permette una visione globale, percorrendo il quale , è percepibile un’ estrema insularietà respirando il profumo degli scenari in fiore e dell’aria, intensamente intrisa di sale e di essenze resinose, fino ad arrivare ad avere davanti un angolo d’incanto tra cielo , terra e mare.  

 

 

I pantani della riserva naturale di Vendicari, sono, nel loro genere, quelli che hanno meglio sopportato l’intervento dell’uomo, il che li colloca tra gli ambienti semi-palustri a più alta escursione termica e diverse condizioni di variabilità delle stagioni, i più rappresentativi d’Italia.

 

L’elevata salinità delle acque dei pantani, il clima secco e le importantissime dune sabbiose hanno generato la crescita di piante alofite o succulente. La diversa costituzione del substrato sul quale si sviluppano, differenzia inoltre la vegetazione tipica di ambienti rocciosi da quella caratteristica di suoli sabbiosi.

 

La posizione strategica di Vendicari rende questa zona di estremo interesse per tutti gli amanti degli animali e, soprattutto, per tutti coloro che amano fare del “birdwatching”. Sebbene non ci si debba aspettare di trovare uno zoo all’aperto, a Vendicari, sarà possibile osservare alcuni uccelli non proprio … comuni. Il periodo migliore per osservare gli uccelli è quello di Dicembre. Chi infatti è un appassionato del birdwatching, farà dell’oasi di Vendicari uno dei suoi posti preferiti per praticare l’osservazione degli uccelli. Se spesso praticare il birdwatching implica lunghi tempi di attesa e pasienza non comune, a Vendicari osservare specie delle più rare è esperienza facile ed appagante.

 

 

L’uccello simbolo di Vendicari è il cavaliere d’Italia noto anche come “uchianciulinu”… riconoscibile per la sua eleganza di uccello bianco e nero con lunghe zampe rosse nonché per il suo incessante verso dalle mille e una funzioni.

 

Ma tra le specie degne di citazione è possibile apprezzare il fascino, pensate,di aironi cenerini , spatole, garzette, cicogne, e spesso  fenicotteri bianchi e persino rosa…il cui fascino non può che destare stupore per il portamento in volo.

 

Oltre agli uccelli, a Vendicari sono presenti anfibi come il Rospo verde (Bufo viridis), alofilo e molto più raro del rospo comune (bufo bufo); tra i rettili è facile incontrare il Biacco (Coluber viridiflavus), un serpente di medie dimensioni, il Colubro leopardino, la tartaruga palustre. Tra i mammiferi presenti si ricordano la volpe, il riccio, l’istrice e il coniglio selvatico.

 

Continuando il trekking e percorrendo in direzione sud il sentiero dell’oasi di Vendicari, è possibile trovare alcune testimonianze archeologiche del passaggio dell’uomo risalenti fino a 3000 anni fa.

 

All’interno della Riserva vi sono diversi insediamenti archeologici e architettonici. È possibile trovare infatti le tracce di vasche-deposito di un antico stabilimento per la lavorazione del pesce, accanto alle quali si è scoperta anche una piccola necropoli.

Vi sono anche resti del periodo bizantino: chiesette, catacombe, abitazioni e necropoli. Simbolo di Vendicari è certamente la Torre Sveva, costruita probabilmente da Pietro d’Aragona, conte di Alburquerque e duca di Noto, nonché fratello di Alfonso V d’Aragona, re di Spagna e Sicilia.

 

 

Poco lontano vi è la tonnara di Vendicari, un edificio in disfacimento che conserva ancora in buone condizioni la ciminiera, oltre a vari stabilimenti e alle case dei pescatori: la tonnara fu costruita nel Settecento: nel periodo di massima espansione ebbe 40 dipendenti, tra cui due rais (il primo di Avola e il suo vice di Pachino). Smise la sua attività nel 1943.

Le saline di Vendicari ebbero importanza economica per lungo tempo, certamente a supporto della tonnara per la conservazione del pesce. I primi impianti risalgono al XV secolo e, a tutt’oggi, ne restano vestigia sul Pantano Grande.

Le caratteristiche dell’ecosistema della riserva di Vendicari hanno favorito una molteplice vegetazione.

Fenicotteri a Vendicari, ph. aerea Luigi Nifosì