Attualità
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03/11/2017 15:49

Boss non può essere definito escremento

di Redazione

ROMA, 3 NOV Anche un boss di mafia come Mariano
Agate, capo mandamento di Mazara condannato all’ergastolo per la
strage di Capaci, morto il tre aprile 2013 a 73 anni, ha diritto
alla “dignità” che il “nostro ordinamento riconosce a qualunque
essere umano, anche a chi è appartenuto a una associazione
malavitosa sanguinaria e nefasta (o addirittura la capeggia)” e
non può essere paragonato ad un escremento. Lo sottolinea la
Cassazione nelle motivazioni in base alle quali, lo scorso
maggio, ha annullato l’assoluzione emessa “perchè il fatto non
costituisce reato” del blogger Gaspare Giacalone dall’accusa di
aver diffamato la memoria di Agate perchè sul web, richiamando
in parte la celebre frase di Giuseppe Impastato sulla mafia come
escremento, ne aveva ricordato la storia criminale concludendo
che la sua morte aveva tolto alla Sicilia “un gran bel pezzo di
m….”. E’ stato così accolto il ricorso della Procura di
Trapani, supportato dai familiari di Agate. Il processo bis si
svolgerà a Palermo.