Economia
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17/07/2010 01:25

Cna, presentata la IV indagine sull’economia della provincia

Interrogate 200 piccole e medie imprese locali

di Redazione

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Il centro studi per l’Artigianato e la piccola e media impresa, collegato alla Cna, ha condotto la IV indagine sullo stato dell’economia provinciale. Interrogate 200 piccole e medie imprese locali, escluse le imprese di servizi alle persone (giacché le stesse per i servizi che erogano non fanno registrare significativi cali di produzione in tempi di crisi). La ricerca è stata divisa in tre parti: finanza, produzione e occupazione. Dai dati forniti dalla Cna emerge un calo sostanziale del Pil provinciale. “E’ il segnale di un declino strutturale o il risultato di una congiuntura sfavorevole?”, si chiede il professore Saverio Terranova che insieme al Cda del centro studi ha condotto l’indagine. Altro dato significativo la contrazione del credito subita da 53 aziende su 200, ovvero il 26,50% delle imprese intervistate. Cattive notizie per quanto riguarda il costo del denaro. “E’ sempre molto, troppo, alto – sostiene la Cna -: per i mutui a breve si giunge allo 8% e perfino oltre; per gli affidamenti non ci si distanzia troppo da questi tassi. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: è il peso che più grava sulla competitività delle aziende”. I dati sulla produzione evidenziano un calo della stessa per il 69% delle imprese, ovvero 138 su 200 intervistate. La crisi economica c’è e stringe in una morsa le piccole e medie imprese. In provincia è anche aumentata e ha toccato pure le imprese alimentari che, nel 2009, non avevano denunciato un calo di fatturato. I riflessi sulla occupazione sono negativi: il 38% delle aziende intervistate ha dovuto licenziare personale e il 26,5% prevede di effettuare ulteriori tagli occupazionali. Le soluzioni per uscire dal tunnel della crisi sono due, secondo la Cna: la facilità di accesso al credito e la riduzione del peso fiscale (le tasse). La riduzione delle tasse passerebbe da una preventiva riduzione del debito pubblico, possibile solo con i tagli alla spesa pubblica. La Cna, come ha affermato il presidente Pippo Massari, pensa anche ad un Consorzio regionale di Pmi in grado di fornire energia a costo zero alle aziende, tramite l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli opifici e sui tetti delle case. Chiesti anche lo stanziamento dei fondi per il Piano Casa che darebbe la possibilità di nuove costruzioni edilizie.