Cronaca
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27/07/2010 15:47

Sigilli ad azienda vinicola

Guardia finanza sequestra beni Feudo Arancio per oltre 4 mln

di Redazione

Acate – La Guardia di Finanza ha sequestrato un’azienda vinicola e denaro contante per oltre 4 milioni di euro mettendo i sigilli, nelle campagne tra Acate e Vittoria, su uno dei feudi che da decenni rappresentano interessi storici di Cosa Nostra. Nell’ambito dell’inchiesta, condotta dalla Procura di Ragusa, otto persone sono state denunciate per associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno dello Stato e dell’Unione Europea.  Le indagini hanno ricostruito una presunta raffinata frode per percepire illecitamente i contributi pubblici. La Guardia di Finanza ha accertato che la societĂ  Future Tecnologie Agroambientali Srl, con sede ad Acate, del Gruppo Mezzocorona Spa, avrebbe percepito un contributo di 4,366 milioni di euro. 

 

L’azienda avrebbe acquistato la cantina del “Feudo Arancio” da una societĂ  appartenente al suo medesimo gruppo societario. In particolare, la societĂ  acquirente e quella cedente fanno riferimento agli stessi proprietari: la famiglia Rizzoli. Gli accertamenti si sono concentrati su tre societĂ , appartenenti al gruppo Mezzocorona Spa, una di Acate e due del Trentino-Alto Adige. L’operazione  denominata “Old Tower” ha consentito di delineare le presunte responsabilitĂ  degli otto soggetti denunciati, tra i quali figura anche un funzionario dell’ istituto di credito Banca Nuova il quale aveva curato l’istruttoria e l’erogazione dei contributi. Gli indagati, secondo le Fiamme Gialle, avrebbero prodotto documenti falsi e fatture per operazioni inesistenti.   

 

Le cantine di Acate contrada Torrevecchia – Feudo Arancio – in precedenza erano di proprietĂ  della Torrevecchia di Favuzza & C. Sas, una societĂ  riconducibile agli eredi dei cugini Salvo di Salemi, come ha sottolineato il colonnello Francesco Fallica, comandante provinciale della Guardia di Finanza, affermando che “l’azienda sequestrata appare come il crocevia di un traffico che tocca i gangli vitali di Cosa Nostra, dai cugini Salvo fino al boss latitante Matteo Messina Denaro”. 

 

L’operazione denominata OLD TOWER ha consentito di delineare la responsabilitĂ  associativa e del reato di truffa allo Stato e alla Ue di cui al 640-bis del codice penale in capo ad otto soggetti tra cui anche il funzionario dell’istituto di credito – Banca Nuova – che aveva curato l’istruttoria e l’erogazione dei contributi.

Le condotte criminose dei predetti denunciati sono consistite, materialmente: in atti e documenti simulati; in fatture per operazioni inesistenti e in dichiarazioni sostitutive di atti di notorietĂ  falsi.

 

Il complesso ed ingegnoso sistema di frode individuato era finalizzato, in estrema sintesi, alla realizzazione degli investimenti produttivi con l’impiego dei soli fondi pubblici, senza alcun reale apporto di mezzi propri, invece previsto dalla normativa che regola l’erogazione delle agevolazioni finanziarie. 

 

In particolare, l’importo del contributo (complessivamente di € 4.366.686,00) è stato indebitamente percepito perché ottenuto mediante presentazione alla banca concessionaria di fatture risultate emesse a fronte di simulati negozi di compravendita degli immobili ove è ubicata la cantina aziendale, in realtà già rientranti nel complessivo patrimonio del gruppo aziendale.

Inoltre, non erano stati realizzati gli incrementi occupazionali previsti dal programma ma fatti risultare quali nuovi assunti, personale giĂ  dipendente da altre societĂ  del medesimo gruppo aziendale aggirando artatamente il requisito richiesto dalla normativa ed accedendo indebitamente al contributo.

In relazione all’attività fraudolenta posta in essere dai rispettivi rappresentanti legali, nei confronti delle 3 società coinvolte è altresì scattata la segnalazione all’autorità giudiziaria per l’applicazione delle misure previste dal decreto legislativo nr. 231/2001 (“responsabilità delle società per illecito penale degli organi apicali”) atteso il vantaggio economico scaturito a seguito dell’illecita condotta dei soggetti denunciati.

A seguito delle informative nel tempo presentate dalla Tenenza di Vittoria, così come corroborate dalle numerose acquisizioni documentali eseguite in Palermo, la Procura della Repubblica di Ragusa aveva già disposto, un paio di mesi fa, un sequestro preventivo d’urgenza, ai sensi dell’articolo 321 (terzo comma bis) del codice di procedura penale, eseguito in Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico per bloccare la concessione della terza rata di contributo (ai sensi della legge nr. 488/1992) per un ammontare totale di euro 1.455.564,00, all’epoca concesso ma non ancora erogato (sequestro convalidato dal G.I.P. di Ragusa Dott. Claudio MAGGIONI).

In data odierna, invece, si è provveduto al sequestro per equivalente della cantina vinicola del Feudo Arancio per la parte rimanente di euro 2.911.124,00.

 

 

Nel contesto si è anche tenuto in debito conto delle necessità occupazionali assicurando in ogni modo la continuità del ciclo economico soprattutto in vista della prossima vendemmia.

Gli incentivi alle imprese richiedenti vengono, infatti, concessi dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso bandi di gara. Nella concessione dei finanziamenti il Ministero si avvale di una banca concessionaria, scelta dall’impresa richiedente cui viene attribuito il potere/dovere di effettuare l’istruttoria e le valutazioni economico-patrimoniali (affidabilità imprenditoriale dell’impresa richiedente e prescrizioni dettate nel decreto provvisorio), con potestà di operare in nome e per conto del Ministero. In questo caso la concessione derivava dal Contratto di Programma tra il predetto Ministero e il Consorzio SIKELIA Scarl, con il quale il gruppo aziendale si impegnava a realizzare una iniziativa di ammodernamento di una cantina di vinificazione dotata di tutte le attrezzature per svolgere l’attività enologica, ubicata ad Acate (RG).

Le attivitĂ  di monitoraggio dei contributi pubblici esalta le peculiaritĂ  della Guardia di Finanza quale polizia economica-finanziaria con speciali attitudini nelle indagini di polizia giudiziaria e sono concretamente realizzabili grazie alla costante e professionale sinergia posta in essere con la Prefettura di Ragusa.

L’operazione OLD TOWER è tuttora in corso per accertare in profondità tutte le singole responsabilità all’interno delle varie società coinvolte, anche da parte dei collegi sindacali e per ricostruire l’identità degli effettivi proprietari.

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