L'apertura dell'aeroporto a Comiso, finora non avvenuta, potrebbe rilanciare la zona
di Redazione
Noto – «La crisi è arrivata tutta d’un colpo»: lo sostiene Anna Maria Giunta, direttrice di diverse strutture alberghiere nel territorio di Noto, che aggiunge: «La crisi da altre parti si è iniziata ad avvertire prima, da noi è arrivata solo adesso».
Anno 2010, primo giorno di agosto. A sentire il telegiornale, pare sia in atto una specie di migrazione turistica dallo Stivale alle isole. Invece, a sentire chi con le strutture turistiche ci lavora, la migrazione non c’è stata. Una persona che abita a Lido di Noto invita a guardare la strada, la piazza, le macchine: «Vede, oggi non ci sono code, macchine in doppia fila. Tutto è tranquillo». Perché da queste parti, con l’autostrada che da Messina arriva fino a Noto, il turismo si misura anche con le code. Coda che dipende dal budello di strada che accoglie il traffico autostradale in uscita dallo svincolo. Più la coda è lunga allo svincolo, più la città e le spiagge sono prese d’assalto. E più gli alberghi si riempiono. E ieri non c’erano code. Almeno fino alle prime ore del pomeriggio.
Aggiunge Anna Giunta: «L’apertura dell’aeroporto di Comiso potrebbe rilanciare il turismo in questa zona, facendo respirare anche quello di Catania. Un esempio positivo: l’aeroporto di Trapani che ha cambiato il volto del turismo di quella provincia». Insomma, un periodo di crisi unito al gap infrastrutturale rischia di dare il colpo di grazia alle imprese turistiche.
A proposito di infrastrutture, in questa fetta di Sicilia l’unica novità è il «Treno Barocco»: meno di 10 vagoni per un lento ritmo turistico. Per il resto si fa sempre prima in macchina.
Altri dati. San Lorenzo, una distesa di seconde case (su molte c’è ancora appeso il cartello affittasi) e un mare da far invidia alle migliori isole caraibiche. Così gli albergatori del posto: «Stiamo iniziando a lavorare in questo periodo». Senza troppo entusiasmo.
Altro luogo. Noto città. Il posto dove tutto fa rima con barocco sta cambiando stile di vita. Nel senso che la sera non si corre nei locali delle vicine frazioni di mare. I ristoratori del posto apprezzano: «Non mi posso lamentare, c’è molta più gente rispetto agli altri anni. Questo dipende anche dal fatto che i ragazzi la sera preferiscono rimanere qui in città».
Per aver il polso dei turisti stranieri si deve chiedere a chi gestisce Palazzo Nicolaci, il contenitore museale più importante: «Registriamo un calo significativo rispetto allo scorso anno». Dopo un dato positivo: «Registriamo una crescita dei visitatori stranieri, rispetto agli italiani». Per finire, un albergatore della città: «Un calo nell’ultima settimana di luglio è fisiologico, poi le cose riprendono il loro corso». E aggiunge una ipotesi: «Molti turisti sono in affitto, in case private».
Nella foto, la spiaggia di nudisti a Noto
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