di Redazione

TRAPANI, 21 MAR Le 27 persone arrestate dai
carabinieri nell’ambito dell’operazione “Artemisia” su una
loggia segreta a Castelvetrano, su ordine del Gip di Trapani,
devono rispondere, a vario titolo, di corruzione, concussione,
traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata,
falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione ed
utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale,
abuso d’ufficio ed associazione a delinquere segreta finalizzata
ad interferire con la pubblica amministrazione (violazione della
cosiddetta legge Anselmi). Per gli stessi reati sono stati
notificati anche 5 obblighi di dimora e una misura interdittiva
della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, nonché
notificate altre 4 informazioni di garanzia.
Le indagini dei Carabinieri, coordinati dalla Procura di
Trapani, avviate nel 2015, ruotano attorno alla figura di
Giovanni Lo Sciuto, ex deputato regionale fino al 2017, a carico
del quale sono emersi gravi indizi in ordine alla commissione di
numerosi reati contro la Pubblica amministrazione con
l’obiettivo di ampliare la sua base elettorale e il suo potere
politico. Le indagini hanno permesso di accertare che Lo Sciuto
avrebbe creato uno accordo corruttivo con Rosario Orlando già
responsabile del Centro Medico Legale dell’ Inps, poi
collaboratore esterno dello steso ente quale “medico
rappresentante di categoria in seno alle commissioni invalidità
civili” . Lo Sciuto avrebbe ottenuto da Orlando la concessione
di numerose pensioni di invalidità per i suoi elettori, anche in
assenza dei presupposti previsti dalla legge. Il medico
dell’Inps sarebbe stato corrotto attraverso regali ed altre
utilità, e anche attraverso l’intercessione con l’ex Rettore
Roberto Lagalla, oggi assessore regionale all’Istruzione e
destinatario di un’informazione di garanzia, per
l’aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia
presso l’università di Palermo. (ANSA).
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