Cultura
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03/08/2010 09:38

Repubblica: Vulcani, teatri antichi e saline. La Sicilia di Luigi Nifosì

Due pagine oggi in cronaca siciliana

di Redazione

Il quotidiano La Repubblica ha dedicato oggi due pagine, in cronaca siciliana, al fotografo Luigi Nifosì.

Osservazione e il punto di vista sulle cose subiscono modifiche sostanziali nel momento in cui la visione prende forma da un altro luogo: e così osservare dall’alto stravolge l’oggetto osservato, trasformandolo e soprattutto agendo sulla nostra percezione. Ben lo aveva compreso Leonardo da Vinci, che nel 1486 realizzò il primo dipinto in cui materializzava la “prospettiva a volo d’uccello” ovvero immaginò come si potesse vedere una città dall’alto, spostando il punto di vista in un luogo dove non era mai stato: immaginando la veduta soggettiva di un uccello in volo. Da quel dipinto e da quella riflessione leonardesca, nasce un nuovo concetto prospettico che anticiperà nel corso dei secoli tante intuizioni – lo stesso Leonardo teorizzerà poi trattati e studi sul volo – fino a giungere ai nostri giorni. Se la terra vista dalla luna è un fatto eccezionale, oggi tutti possiamo collegarci dal computer a Google Earth e vedere la nostra abitazione dall’alto, con gli occhi di un satellite, per passaggi successivi che dal globo ci conducono a casa, e che come punto di vista hanno solamente uno sguardo artificiale posto sulle nostre teste.

La Sicilia dall’alto

Da dodici anni a questa parte, Luigi Nifosì fotografa la Sicilia solo dall’alto: a bordo di aerei ed elicotteri, ha realizzato una grande mappatura dell’Isola, facendo scoprire aspetti e luoghi mai visti, o anche assolutamente noti, che in questa particolare prospettiva si trasformano e cambiano totalmente. Una selezione dell’archivio del fotografo è adesso in mostra a Lipari, con il titolo “In volo sulla Sicilia”, nella chiesa dell’Immacolata che si trova all’interno del Parco archeologico Eoliano Bernabò Brea; l’esposizione è organizzata dal Museo Eoliano, diretto da Michele Benfari, e dal Comune di Lipari; la mostra è accompagnata da un catalogo con testi di Dominique Fernandez.

Il volo è il mezzo, il fine è lo sguardo: ecco però che lo stravolgimento prende forma in maniera incontrollata; la città di Centuripe, vista dall’alto cambia forma, e assomiglia ad una sagoma umana, una antropometria stesa al sole, giusto per farsi guardare. Ma solo dall’alto. Se da terra le saline compongono un paesaggio suggestivo per forme e colori, dall’alto si materializzano in forma di scacchiera, rinchiudendo in rigide geometrie i cristalli di sale, alla ricerca di una nuovo, inaspettato rigore della composizione. Scrive Dominique Fernandez: “Era stata attraversata in lungo e in largo. Qualcuno l’aveva avvicinata dalla parte del mare. Altri avevano scalato le sue montagne o si erano immersi nei suoi crateri. Tuttavia nessuno aveva catturato dal cielo la grandezza dei suoi tesori. Ecco dunque per la prima volta, una Sicilia completa, totale, se tale risultato in verità fosse possibile”.
Racconta Luigi Nifosì: “La prima volta che ho realizzato una fotografia dall’alto ho dovuto innanzitutto vincere la mia paura per il volo. Dodici anni fa, dovevo fotografare Scicli, la mia città. Una volta salito sull’elicottero, poter vedere i luoghi da un altro punto di vista mi ha conquistato a tal punto da decidere, da quel momento in poi, di realizzare esclusivamente immagini aeree”.

Nifosì ha iniziato catalogando il patrimonio monumentale e ambientale siciliano e in vent’anni di lavoro ha costituito un archivio formato da oltre centomila immagini. Per quanto riguarda le fotografie aeree, è sua la raccolta più vasta esistente dedicata alla Sicilia vista dall’alto. “Le prime immagini? – prosegue il fotografo – in pellicola, certo. Oggi realizzo i lavori in digitale, per il resto ho migliaia di negativi”.
La Sicilia, un po’ fitto intrecciarsi di strade e un po’ sguardo su superfici lisce e monocrome, è davvero una tavolozza cromatica di grande suggestione. I semicerchi dei teatri greci, ad esempio, raccontano storie antiche con nuove parole, i campi sono distese verdi e marroni che seguono le stagioni, le chiese e i monumenti svelano un cuore segreto che sembra di poter ascoltare per la prima volta. E così è sembrato anche a Luigi Nifosì, la prima volta che ha visto alcuni paesaggi con lo sguardo che si posava su di essi dal punto di vista privilegiato del volo. Racconta il fotografo: “La Scala dei Turchi era un luogo che certamente conoscevo, eppure fu strabiliante poterla guardare con questi occhi nuovi. Un altro posto che rivela la sua anima più segreta e che rimane per sempre nello sguardo è senza dubbio il Cretto realizzato da Burri a Gibellina. Se l’emozione, a terra, è percorrerlo, dal cielo il suo reticolato di strade e la grande massa in cemento frammentato è un’immagine di bellezza straordinaria”.

Altrettanto suggestivi sono i vulcani: se da terra i grandi crateri come l’Etna suggeriscono l’ineluttabilità della natura, lo sguardo dall’alto sembra voler mantenere le distanze, ma in realtà non fa altro che amplificare forza e magnificenza, un trionfo assoluto che nelle immagini di Nifosì rimane cristallizzato, quasi a memento. Sorvolando il vulcano, il frastuono del rumore dell’eruzione e le scintille dei lapilli sembrano venire incontro allo sguardo, senza remore.

La mappatura aerea degli esordi è dedicata interamente alla Sicilia orientale, in particolare a Siracusa, scrutata dall’alto centimetro per centimetro, materializzando un paesaggio variegato dove la natura e la cultura si inseguono senza che l’una prevalga sull’altra; e la prospettiva a volta giunge a rovesciare il senso, o quantomeno la percezione del luogo, insinuando dubbi e provocando interrogativi, trasportando il nostro sguardo altrove e facendo smarrire le coordinate che da secoli guidano il nostro senso dell’orientamento. Prospettiva aerea, ed ecco che i luoghi acquistano la caratteristica di non corrispondere più alla nostra percezione primaria, quella che compone poi il ricordo. Non è dunque solo un punto di vista ad essere cambiato, ma un intero universo percettivo che pone in dubbio, infine, il nostro stesso sguardo.

Il prossimo progetto di Luigi Nifosì sarà dedicato alle isole del Mediterraneo: le isole siciliane, Cipro, Malta, la Grecia, per una nuova mappa che rimetta in gioco i luoghi e le loro coordinate, non più con i piedi per terra.

 

In copertina e qui sotto, Isola delle Correnti. Sotto, le saline di Marsala, la Scala dei Turchi ad Agrigento