Economia
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14/08/2010 09:46

Concorrenza sleale tra ristoratori a Ibla

Occupazione di suolo pubblico e dintorni

di Redazione

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Ragusa – Basta con i fenomeni di concorrenza sleale. Ibla è una fucina di attività di ristorazione. Ma non tutte, a sentire almeno alcuni operatori, sono in regola.

“E questa situazione – dice uno tra quelli operanti nella zona sud del quartiere barocco – crea delle situazioni di disparità a cui non siamo più disposti a sottostare. Non è possibile che io corrisponda il dovuto per l’occupazione del suolo pubblico e c’è chi, invece, accanto a me, non fa altrettanto ma, allo stesso tempo, offre gli stessi servizi che io fornisce essendo in possesso delle relative licenze. Bisogna fare qualcosa. E per questo chiediamo alle autorità competenti di intervenire”.

In realtà, anche in questi giorni antecedenti il Ferragosto, in cui il numero delle presenze è risultato essere consistente, l’attenzione, da parte della Polizia municipale, è risultata essere ai massimi livelli.

“Ma evidentemente non basta – dice l’operatore – perché se i controlli vengono effettuati e comunque le anomalie permangono c’è evidentemente qualcosa che non funziona. Ora, non vogliamo fare guerra a nessuno. Ci mancherebbe. E’ chiaro che tutti dobbiamo lavorare. E, anzi, più concorrenza c’è, meglio, in qualche modo, si riesce a produrre, offrendo dei servizi variegati alla clientela. Quello che, però, non è più tollerabile è il mancato rispetto delle regole.

Le regole ci sono? Bene, rispettiamole.

Ne va della capacità professionale di tutti. Ecco perché io, assieme ad altri operatori, rivolgiamo un appello alla Polizia municipale affinchè possa sensibilizzare chi non si adegua a queste regole a farlo. Il mio non vuole essere un intervento per sollecitare attività vessatorie. Me ne guarderei bene. Ma Ibla non può continuare a crescere su presunte sacche di irregolarità. Chi esercita concorrenza sleale venga isolato”.

La denuncia propone un fatto per certi versi nuovo per il quartiere barocco dove, fino a qualche tempo fa, le uniche preoccupazioni erano quelle legate agli eccessi da parte degli avventori di alcuni locali e ai disturbi creati ai residenti.