Cultura
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28/12/2007 21:22

Corfilac, alta formazione per i Paesi in via di sviluppo

di Redazione

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Un centro di alta formazione per i Paesi in via di sviluppo. È l’opportunità per India ed Africa di assicurare la formazione delle nuove generazioni. Una chance che passa anche attraverso la provincia di Ragusa, ed il CoRFiLaC, il Consorzio di Ricerca Filiera Lattiero Casearia.

La chance si chiama “iPWO international Professional Women Opportunity”, ed è un progetto la cui filosofia strategica è di realizzare al CoRFiLaC un luogo di pensiero, di know-how, di scambio culturale, ma anche di interazione per gli aspetti tecnico-scientifici che consentano alle donne dei Paesi Emergenti di avere un centro di riferimento permanente che supporti la loro crescita ed i loro bisogni tecnici, formativi e professionali. Donne, bambini ed anziani, sono peraltro i tre assi su cui punta la ricerca del CoRFiLaC.

“Il contesto internazionale e l’imminenza dell’apertura dei mercati nel 2010 –spiega il professore Giuseppe Licitra, presidente e fondatore del Corfilac-  in seguito all’applicazione della Dichiarazione di Barcellona, hanno spinto il CoRFiLaC a fare la scelta strategico-politica di aprirsi, per i prossimi dieci anni, ad uno specifico ambito di lavoro con i Paesi Emergenti, coerentemente con la sua missione, visione ed esperienza.

Il CoRFiLaC è convinto che i numerosi gruppi etnici dei Paesi Emergenti, unitamente alle loro specifiche culture, tradizioni, sistemi di vita, così come la biodiversità dei loro prodotti – quest’ultima una delle espressioni culturali più importanti – debbano essere considerati un puntoi di forza e non di debolezza. Il CoRFiLaC si propone perciò di lavorare con le comunità rurali dei Paesi Emergenti per lo scambio ed il trasferimento d’esperienza, al fine di aiutare queste comunità a difendere la propria biodiversità e l’identità dei propri prodotti contro lo sterile processo della globalizzazione”.

Nei Paesi Emergenti, compresa l’area del Mediterraneo, quasi tutti i prodotti lattiero-caseari sono ottenuti con sistemi tradizionali, e nella scalaa livello  aziendale, dove le donne hanno un ruolo cruciale ed insostituibile. L’allevamento di bestiame, in generale, il latte e i suoi derivati, in particolare, svolgono un importante ruolo socio-economico. Ogni prodotto  lattiero-caseario tradizionale è testimone del patrimonio storico culturale della popolazione che da sempre lo produce, ed è fondamentale nel mantenere il legame tra uomo, natura ed ambiente. Nei paesi in via di sviluppo, la gran parte dei prodotti lattiero-caseari (circa l’80%) vengono viene commercializzatacommercializzati  attraverso vendite e scambi tra famiglie, centri di scambio e mercatini rurali. Nella maggior parte dei casi, le donne che lavorano il latte sono le stesse che commercializzano i prodotti derivati. Per lo più, queste donne vivono in condizioni di povertà, isolamento e sono prive di istruzione. A loro tocca prendersi cura della famiglia e portare avanti la maggior parte del duro lavoro necessario all’approvvigionamento dei beni di prima necessità (acqua, cibo, legna). Per sfuggire a questo contesto estremamente povero, le generazioni più giovani abbandonano le comunità rurali per raggiungere le città ed inseguire il sogno di una vita migliore. L’abbandono della campagna peggiora le condizioni di queste persone. Solo una piccola percentuale trova un lavoro dignitoso nelle città, mentre la maggior parte cade in miseria rischiando di perdere anche la dignità personale.

Il Progetto iPWO mira a dare voce a queste donne che, con diverse esperienze e competenze, hanno tutte in comune un obiettivo: migliorare la qualità di vita delle loro comunità di appartenenza.

Si tratta di evidenziare il ruolo della donna come protagonista nel recupero, la qualificazione e la valorizzazione delle produzioni tradizionali del mondo rurale mediterraneo e dei Paesi Emergenti.

Il CoRFiLaC, come Consorzio di Ricerca sulla Filiera Lattiero-Casearia, si sta impegnando a  organizzare delle equipes professionali di specialisti nelle diverse branche del settore “Produzioni Animali e Trasformazione Lattiero-Casearia”, che possano interagire con le donne delle comunità rurali per la risoluzione dei problemi legati al settore; creare un’infrastruttura tecnologica avanzata, necessaria alla realizzazione di una Rete Permanente ed Interattiva di comunicazione senza confini geografici per accompagnare le le donne delle comunità rurali nei loro processi di sviluppo; istituire al CoRFiLaC un Centro di riferimento permanente per le comunità rurali dei Paesi Emergenti e realizzare azioni concrete per lo sviluppo del settore agricolo, del settore caseario e zootecnico; formare donne leader delle diverse comunità rurali dei Paesi Emergenti. E quaranta donne, provenienti da venti paesi africani, sono già state ospiti del primo corso di formazione microcaseificazione tenutosi al CoRFiLaC.

“Se una donna riceve un’istruzione, i suoi figli saranno meglio nutriti e più sani, se dispone di un reddito, lo utilizza per la propria famiglia, se ha accesso alla formazione ed alle tecnologie, la produzione agricola e casearia aumenta in maniera significativa.

Queste conservano bene il latte, i loro figli mangeranno meglio, andranno a scuola, crescerà il grado di formazione”, spiega Licitra. E così, dopo avere studiato i punti di forza e di debolezza dei formaggi siciliani, il CoRFiLaC ha censito e studiato quelli dei Paesi in via di sviluppo, per rafforzarne la tradizione, per dare dignità a quelle produzioni, in vista dell’apertura nell’area di libero scambio nel Mediterraneo, quando questi prodotti saranno identificabili e contingentabili.