Fino al 25 marzo
di Redazione

Dopo il decreto del Governo di ieri, ci sono tanti dubbi che i cittadini non riescono a risolvere. Molti pensano di essere liberi di uscire di casa per andare a fare una passeggiata solitaria in piazza, in montagna, o al mare.
Ebbene, non è così. E’ vietato andare a spasso, bisogna restare a casa. Si può uscire solo per andare a fare la spesa, in farmacia, dal medico. In tutta Italia è così.
Chi trasgredisce a questo obbligo -fermo restando che se uscite di casa dovete avere con voi l’autocertificazione con la giustificazione- va incontro a una denuncia penale e rischia tre mesi di reclusione. Il divieto di uscire di casa vale fino al 25 marzo, salvo le eccezioni che abbiamo spiegato.
Le interpretazioni
Chi esce da casa per prendere aria e allentare la tensione, per raggiungere il tabaccaio e acquistare le sigarette, per consentire al cane di fare i bisogni, non è passibile di sanzione. Lo confermano fonti del Viminale che stanno interpretando in queste ore il Dpcm “11 marzo”.
Nel sito della Presidenza del Consiglio si trova una pagina con “le domande più frequenti”. Bene, alla voce “spostamenti”, la numero uno, si legge: “Si deve evitare di uscire di casa”. Si deve evitare, ma non è vietato. Anche nel vademecum del ministero dell’interno, articolato in 12 punti, si esplicita: “Non si può uscire di casa se non per validi motivi”. E i validi motivi sono quattro: lavoro, necessità (spesa o farmacia), salute e rientro al proprio domicilio.
La passeggiata usata come scusa
Fare passeggiate e andare a correre al parco non è espressamente vietato dal decreto se si va da soli, ma con il trascorrere dei giorni e l’aumentare dei controlli ci si è resi conto che molte persone uscivano e rimanevano fuori per molto tempo utilizzando questa scusa. Invece le disposizioni sono chiare: per fermare il contagio da Coronavirus bisogna stare a casa, evitare ogni tipo di contatto tra le persone.
Il capo della protezione civile Angelo Borrelli lo ha detto chiaramente: «Si deve uscire lo stretto necessario e anche chi va a piedi deve portare l’autocertificazione». A questo si aggiungono le raccomandazioni per chi fa sport all’aperto: «In caso di incidente è molto più difficile essere curati anche perché bisogna evitare in ogni modo di andare nelle strutture ospedaliere e nelle cliniche private».
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