di Redazione
Per rompere il legame tra politica e ambienti criminali è necessario siglare un patto d’onore tra tutte le forze politiche, in vista delle prossime amministrative, ed evitare “l’appalto” dell’affissione dei manifesti elettorali a personaggi che appartengono ad ambienti discutibili.
E’ il dato più interessante emerso in seguito al dibattito pubblico tenuto dal presidente della Commissione nazionale Antimafia, Francesco Forgione a Scicli. Forgione non è entrato nelle vicende dell’omicidio di Giuseppe Drago e dei fatti criminali che si sono registrati in città negli ultimi anni.
Un riferimento alla vicenda del mercato ortofrutticolo di Vittoria, e un invito “a non sottovalutare i legami criminali che anche in un paese della fascia trasformata come Scicli possono esserci con interessi criminali più ampi”. La politica, secondo Forgione, deve imparare “a non sminuire, a non sottovalutare, secondo un atteggiamento campanilistico, le denunce che riguardano la permeabilità del territorio a infiltrazioni criminali”.
Secondo il presidente dell’Antimafia, invitato a Scicli da Rifondazione, anche in provincia di Ragusa “è opportuna la rotazione dei magistrati per evitare le troppe compatibilità ambientali” e fare chiarezza sull’omicidio Spampanato, uno degli undici omicidi di mafia di cui sono stati vittime i giornalisti in Italia. Lo scarso numero di denunce per estorsione in un territorio, secondo Forgione, non è indice dell’assenza del fenomeno, ma della sua accettazione silente. Un pubblico numeroso ha seguito l’incontro a palazzo Spadaro.
Ascolta l’intervento di Francesco Forgione
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