Asse 2 del Psr
di Redazione
Palermo – Buone nuove per il Piano di sviluppo rurale della Sicilia 2007-2010. La Direzione generale dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale della Comunità europea ha valutato, infatti, positivamente la gestione amministrativa delle domande relative alle misure agro ambientali previste dall’Asse 2 del Psr. Un intervento che, nei cinque anni, prevede una spesa, tra pubblico e privato, di oltre 910 milioni di euro.
«La Sicilia, insieme con altre regioni italiane – spiega il direttore del dipartimento, Rosaria Barresi – è stata sottoposta all’audit delle spese agricole, ossia un’indagine ricorrente che la Commissione europea svolge per misurare la bontà delle procedure che la Regione produce, i controlli che essa stessa attua, l’applicazione di determinati correttivi e la capacità di risposta positiva a specifiche domande ed osservazioni. Il tutto eseguito con rigore per svolgere l’analisi del rischio legato all’eventuale capacità di attuare la spesa dei fondi comunitari. In gioco c’era la perdita di parte di queste risorse economiche. Le informazioni acquisite dagli ispettori di Bruxelles durante la missione in Sicilia, insieme con i rapporti e i dati puntuali e completi forniti dall’Autorità di gestione del dipartimento regionale degli Interventi strutturali per l’Agricoltura – aggiunge – hanno permesso alla Sicilia di essere valutata positivamente e di avere confermato il budget di spesa per le annualità 2007-2008».
La Confagricoltura regionale – si legge in una nota – «esprime apprezzamento per l’esito positivo dei controlli che hanno consentito la conferma del budget comunitario per le misure agroambientali dell’Asse 2 del Psr Sicilia. Nel contempo, tuttavia, l’organizzazione evidenzia che i fondi in oggetto non sono ancora stati erogati ai destinatari poiché gli agricoltori sono in attesa della liquidazione delle annualità 2008, 2009 e 2010».
Per Carmelo Gurrieri, presidente di Cia Sicilia, «non possiamo che apprezzare la correttezza dell’amministarzione regionale, sperando che questo risultato possa essere di buon auspicio per la riduzione dei tempi burocratici».
«Anni per confermare il budget di spesa – sostiene Alessandro Chiarelli, presidente regionale della Coldiretti – non si possono certo definire tempi europei. Fermo restando i normali ed opportuni controlli, mentre la crisi dell’agricoltura imperversa e le risorse comunitarie possono rilanciare le aziende siciliane, è paradossale – continua – che occorra aspettare così tanto tempo per poter garantire gli imprenditori. La burocrazia è una vera e propria calamità che provoca ulteriori danni all’agricoltura e alle imprese sane. Bisogna trovare soluzioni adeguate che possano dare una svolta e offrire certezze dei tempi e garanzie. Un miglioramento dell’apparato burocratico a ogni livello – conclude Chiarelli – significa trovare soluzioni efficaci per rilanciare tutti i comparti».
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