"La tecnologia è importante, necessaria, ma a guidare la vita dell'uomo è la meditazione"
di Redazione
Roma – Franco Battiato, Ludovico Einaudi, l’Orchestra di Piazza Vittorio sono gli “artisti residenti” scelti da Musica per Roma per programmare una serie di progetti nell’ambito del cartellone 2010-2011 e dare un’impronta riconoscibile alla rassegna “Contemporanea”, all’interno dell’intera stagione., per la quale il musicista catanese ha impaginato l'”Omaggio a Kancheli-Passaggi di tempo”, passato anche per Palermo e dedicato al compositore georgiano, di cui Battiato è appassionato e profondo conoscitore.
Ma, per il suo primo appuntamento col pubblico romano in qualità di “artista residente” il cantautore ha scelto di tenere una lezione alla Sala Sinopoli dell’Auditorium – Parco della Musica, trasformandola in una sorta di aula universitaria per discutere su «Musica. Una lingua in codice». Un tavolo a far da cattedra , un computer con relativo schermo su cui proiettare le immagini, un pianoforte a coda e soprattutto un pubblico folto e attento a ogni sua parola hanno fatto da cornice a un ritratto prezioso dell’eclettico artista, capace di spaziare dalla canzone all’opera lirica , passando per il cinema e molto altro ancora, sempre con grande libertà e creatività.
Eccolo allora parlare di musica in valore assoluto e del suo rapporto con la nobile arte delle note , «che m’ha preso fin da giovane quando creavo nuove forme musicali distruggendo quelle preesistenti. Ho guardato fin da allora le cose in maniera diversa da quelle che la società ci metteva di fronte , mi sono sentito sempre un essere incompleto, ma oggi finalmente mi sento un altro, sono in grado di esprimermi secondo un mio stile, un codice». E il suo codice è quello universale della musica «che parla a tutti gli esseri umani di questo universo, capaci di entrare in sintonia solo attraverso le note , la loro geometrica combinazione». Parla e sullo schermo scorrono immagini prodotte da sofisticate tecnologie che indicano processi di spazializzazione del suono, di visibilità della musica, di picchi di risonanza e altre dimensioni sonore, di musica e immagini, del rapporto che queste hanno soprattutto nel cinema . Musica e tecnologia, musica e metafisica e allora la lezione sfiora la filosofia, si fa intellettualmente coinvolgente, apre spazi infiniti e sfida «centri di gravità permanenti» come indicano le sue composizioni, nate proprio all’ombra di questi alti concetti.. Riflette: «La tecnologia è importante, necessaria, ma a guidare la vita dell’uomo è la meditazione. L’aspetto tecnologico può darci un’idea più precisa di dove va l’evoluzione, ma la riflessione , la conoscenza guida il viaggio della nostra esistenza».
La foto è di Tea Falco
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