di Ansa

ANCONA, 15 FEB Come avevano fatto già in
precedenza davanti agli inquirenti, hanno scelto ancora di non
rispondere alle domande, questa volta del gip di Macerata
Giovanni Maria Manzoni, Arianna Orazi, 49 anni, e il figlio Enea
Simonetti, 20 anni. Entrambi sono stati arrestati il 12 febbraio
scorso con l’accusa di aver concorso nell’omicidio premeditato
pluriaggravato (minorata difesa) di Rosina Carsetti, 78enni,
madre di Arianna e nonna delle 20enne, in concorso con il marito
di lei Enrico Orazi, 79 anni, indagato in libertà. L’anziana era
stata strozzata in casa tra le 17 e le 17.20 della scorsa
vigilia di Natale.
I familiari avevano raccontato di una rapina finita in
tragedia commessa da un rapinatore solitario, poi scappato;
l’accusa non ha mai creduto a questa versione dei fatti e, tra
ammissioni parziali del giovane, intercettazioni e altri
accertamenti tecnici, ha chiesto e ottenuto le misure cautelari
per due dei tre indagati accusati anche di simulazione di reato,
maltrattamenti e di estorsione. Dietro l’omicidio, sostiene
l’accusa, una difficile convivenza tra Rosina, che il 19
dicembre aveva anche chiesto aiuto a un centro antiviolenza, e
gli altri familiari, rapporti deteriorati anche per motivi
economici.
Per l’interrogatorio di garanzia, la Orazi, ora in carcere a
Villa Fastiggi di Pesaro, è stata portata in Tribunale a
Macerata. Assistita dai propri legali, si è avvalsa della
facoltà di non rispondere. Stessa scelta da parte del figlio
che, in videocollegamento dal carcere di Montacuto (Ancona), è
rimasto anche lui in silenzio. Enrico Orazi, non sottoposto a
misure cautelari, si trova invece in un albergo. La villetta di
via Pertini, luogo del delitto, è ancora sotto sequestro.
(ANSA).
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